Voto ONU sugli insediamenti: Netanyahu sta trascinando Israele nell’abisso.

Copertina: Il Prime Ministro israeliano Benjamin Netanyahu arriva all’incontro del 18 December 18, 2016. (Foto AMIR)

Con la sua reazione distruttiva, Netanyahu sta chiudendo i canali per il dialogo con i paesi di cui  Israele ha bisogno ora e in futuro | Editoriale

 

27 dicembre 2016 11:11
Diventa più chiara come una sconfitta diplomatica di Israele al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite,  altrettanto chiaro il motivo per cui il primo ministro Benjamin Netanyahu insiste ostinatamente per essere ministro degli esteri.

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14 paesi membri su 15 del Consiglio hanno votato a favore della risoluzione, che è anche passata grazie alla decisione degli Stati Uniti di astenersi. Per passare il provvedimento aveva bisogno di almeno 9 voti a favore e di nessun veto dei membri permanenti del Consiglio, cioè Stati Uniti, Francia, Russia, Regno Unito e Cina.

Netanyahu non vuole  nessuno che interferisca mentre distrugge le relazioni diplomatiche con i paesi, alcuni amici di Israele, che hanno “osato” votare a favore della risoluzione che dichiara gli insediamenti illegali. La sepoltura del Ministero degli Esteri e l’abbandono della diplomazia si rivela essere parte di un piano vasto e pericoloso di disimpegno dal diritto internazionale e la fine del gioco con le sue regole.

“Viaggi meno frequenti per il  prossimo futuro in quei paesi che hanno votato contro di noi; limitatevi da soli, “ha detto domenica Netanyahu  ai suoi ministri. Nel frattempo, non si è tenuto dal punire il mondo per i suoi errori.

Come parte di questa punizione, ha mandato il suo stretto collaboratore, ambasciatore israeliano negli Stati Uniti Ron Dermer, negli studi televisivi per raccontare che egli ha la prova che l’amministrazione Obama è stata dietro la proposta della risoluzione delle Nazioni Unite. “Abbiamo prove chiare [e] presenteremo queste prove alla nuova amministrazione”, ha minacciato Dermer. “Se le vuole condividere con il popolo americano siano benvenute”.
schermata-2016-12-27-alle-11-55-26Questa campagna di distruzione è diventata globale. Netanyahu ha ordinato al Ministero degli Esteri di bloccare quasi totalmente i rapporti di lavoro con 12 dei paesi che hanno votato a favore della risoluzione. Come parte di queste “sanzioni”, i ministri ridurranno al minimo i  viaggi in questi paesi e Netanyahu non riceverà i loro ministri degli esteri.

Ha già rifiutato incontri con i suoi omologhi inglesi e cinesi. Netanyahu sta spegnendo i canali per il dialogo con i paesi di cui Israele ha bisogno ora e in futuro. A causa della sua famosa paranoia per quanto riguarda gli affari diplomatici, teme che altre mosse siano in corso nelle ultime settimane del mandato del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

E’ particolarmente in preda al panico per  una riunione dei ministri degli Esteri in programma per il 15 gennaio a Parigi, dove, secondo un alto funzionario di Gerusalemme, Stati Uniti e Francia potrebbero avanzare qualche altra mossa diplomatica, come parte dell’iniziativa di pace francese.
Questa catastrofe sta avvenendo mentre  il ministro degli esteri non riesce a  spiegare a Netanyahu l’enorme danno che sta facendo,  mentre alla sua sinistra si trova un ministro della difesa che chiama la conferenza di pace di Parigi “un processo Dreyfus moderno contro l’intero popolo ebraico” e invita gli ebrei francesi a trasferirsi in Israele. Alla sua destra si trova un ministro dell’istruzione che lo sta sollecitando di annettere Area C della West Bank.
candeleNetanyahu sta cercando di coprire la sua sconfitta con la retorica vuota e arrogante accendendo candele di Hanukkah al Muro del Pianto. Una cosa che non riesce a fare è guardare la realtà negli occhi rifiutandosi di comprendere che un accordo con i palestinesi è di primaria importanza per l’interesse di Israele.

Quel che è peggio è che il primo ministro sta trascinando il suo paese nel baratro.

 

 

trad. Invictapalestina.org
Fonte: http://www.haaretz.com/opinion/editorial/1.761523

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