Introduzioni animate al rivoluzionario libro di Edward Said “Orientalismo”

March 31st, 2017

Per alcuni anni, molte persone – quelle che potrebbero attualmente essere definite un’“elite liberale soddisfatta di sé” (o qualcosa di simile) – hanno creduto che gli argomenti del libro ‘Orientalismo’ di Edward Said del 1978 fossero generalmente accettati. In sostanza Said sosteneva che le nostre concezioni sulle differenze culturali e storiche tra “Occidente” e “Oriente” sono prodotte da tradizioni intellettuali e letterarie europee che hanno esagerato e distorto tali differenze, creando una narrazione in cui “l’Occidente” è civile , disciplinato, industrioso e illuminato, e l’“Oriente” è esotico, arretrato, sensuale, pigro, passivo, pericoloso, irrazionale…

La tradizione di Orientalismo – che risale al medioevo – è arrivata per giustificare il colonialismo, il furto di terra e risorse, la schiavitù e l’aggressione imperiale nel nome della civiltà e della salvezza. Anche dove gli studiosi orientalisti europei e gli scrittori hanno avuto una comprensione dalle molte sfaccettature di altre culture, tali sfumature si sono perse nell’uso divulgativo e strumentale che è stato fatto delle loro idee.

L’intervento teorico di Said nel discorso orientalista ci ha mostrato come il tropo “scontro di civiltà” che pervade centinaia di anni di interazioni tra “l’Occidente e il resto” del mondo stesso ha una storia – come una razionalizzazione per dominare e sfruttare. Il breve video animato di Al Jazeera qui sopra ben riassume i principali argomenti nel libro di Said, e ci chiede di “disimparare il mito.”

La scelta di considerare Occidente e Oriente come due civiltà distinte, sotto questo aspetto, ha poco senso comune. Il cristianesimo, una delle principali chiavi delle supposte fondamenta della civiltà occidentale, è una religione orientale. Aristotele, un fondamento del pensiero occidentale, è stato custodito per molti anni da studiosi islamici che si trovavano dialogare di frequente con pensatori greci, che si trovavano a dialogare di frequente con nordafricani …. le interrelazioni e le corrispondenze tra i continenti e le culture sono innumerevoli, i confini tra le categorie altamente permeabili. Ma, con l’ascesa negli ultimi dieci anni o giù di lì di quello che chiamiamo “populismo”, le sfumature della storia intellettuale si sono perse. Vecchie false dicotomie, che hanno continuato a infierire ai margini, si sono ancora una volta spostate saldamente al centro.

Nel regno delle notizie saccenti via cavo, delle conferenze sulla sicurezza aziendale e delle commissioni parlamentari, non solo raramente vediamo rappresentati gli studiosi attuali, ma quasi mai abbiamo visto studiosi come Edward Said, intellettuale palestinese che ha parlato e scritto criticamente come uomo del Medio Oriente esperto di letteratura e di storia occidentale. Questo fatto è di per sé fondamentale per la costruzione del discorso orientalista, come Said scrisse nel 1978:

“L'Oriente e l'Islam hanno una sorta di status irreale, fenomenologicamente ridotto, che li mette fuori dalla portata di tutti tranne che dell'esperto occidentale. Fin dall'inizio della speculazione occidentale sull'Oriente, l'unica cosa che l'Oriente non ha potuto fare è stata quella di rappresentare se stesso.”

Non possiamo accettare nulla “dell’Oriente”, in altre parole, a meno che non venga prima filtrato attraverso le lenti di amministrativi “specialisti” euro-americani, che spesso hanno concezioni estremiste, scarsa esperienza accademica e le cui idee, spesso, ancora derivano direttamente da filosofie e romanzi orientalisti.

Le teorie di Said in ‘Orientalismo’ hanno ricevuto ampie critiche da tutto lo spettro politico. Gli è stata contestata una sorta di inversione razzista contro i “caucasici”, un’accusa anti-intellettuale che distorce le sue opinioni e rende gli attacchi personali. Said ha ripercorso la storia coloniale euro-coloniale ad un livello di profondità tale da dimostrare la notevole continuità nel modo in cui le maggiori potenze coloniali europee e gli Stati Uniti – loro successori dal 20° secolo – hanno costruito ideologie di eccezionalità e di superiorità attraverso retoriche molto simili.

Per una visione d’insieme piuttosto stringata di ‘Orientalismo’ di Said, guarda, qui sopra, il breve video della società didattica Macat, che si autodefinisce “leader mondiale nel pensiero critico.” Nessuna di queste animazioni può in realtà sostituire un coinvolgimento diretto con gli argomenti del libro di Said. La sua storia di favole orientaliste è di per sé un racconto avventuroso. Come un prodotto letterario, “l’Oriente era quasi un’invenzione europea”, scrive nella sua introduzione, ma come una regione, essa “è parte integrante della civiltà materiale e della cultura europee.” Non c’è uno senza l’altro.

Traduzione di Simonetta Lambertini – invictapalestina.org

fonte: http://www.openculture.com/2017/03/animated-introductions-to-edward-saids-groundbreaking-book-orientalism.html?utm_content=bufferd86aa&utm_medium=social&utm_source=facebook.com&utm_campaign=buffer

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