Rap tra le rovine della Palestina

Nora Barrows (*) -Friedman, Electronic 31 marzo 2017

Tamer Nafar co-scrittore e protagonista di Junction 48, ha dichiarato che Kareem, protagonista di una nuova tecnica cinematografica su un artista hip-hop palestinese,  incarna “la cronologia di quello che è successo nella Nakba”

Il personaggio Kareem, ha detto Nafar a The Electronic Intifada, è stato ispirato dalla sua stessa vita. Nafar è un rapper che fa parte del  trio hip-hop  DAM.

Così come Nafar,  Kareem è un artista emergente che vive in Lydd, una città nei pressi di Tel Aviv quello che oggi è Israele.

Lydd è stato il sito dove si è verificato uno dei peggiori episodi della Nakba, durante la pulizia etnica della Palestina nel 1948 . Nel luglio dello stesso anno, circa 50.000 palestinesi furono cacciati dalla città dalle milizie sioniste ed espulsi verso la Cisgiordania.

Quasi 70 anni dopo, i residenti continuano a resistere alle politiche discriminatorie di Israele rivolte ai palestinesi e alle loro abitazioni  a Lydd.

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Nei primi mesi della “fondazione” di Israele, la gran parte delle città arabe si svuotano con gli abitanti costretti a fuggire. (foto: http://www.newyorker.com/magazine/2013/10/21/lydda-1948)

La trama di Junction 48 si ispira all’oppressione in corso e allo spostamento dei palestinesi all’interno di Israele – quelli che sono chiamati  i palestinesi del ’48.

“Messaggio universale”

Il film tocca molti dei problemi che Nafar e il suo gruppo DAM affrontano da anni: la povertà, la criminalità, la brutalità della polizia, il razzismo, il sessismo e l’espansione colonialismo all’interno di Israele a scapito dei  palestinesi.

All’inizio del film, Kareem è riluttante a definire politica la sua canzoni  ed è felice solo di essere esibirsi sul palco. Ma,  una serie di eventi legati a lui personalmente  e alla sua cerchia di amici portano dolore e sconfitte, Kareem vede in pericolo la sua arte, la sua comunità e più in generale la lotta di liberazione palestinese.

Nafar ha detto a The Electronic Intifada che l’ispirazione per la storia “è stato il quartiere stesso,”  “[Ma] abbiamo sentito che ci mancava qualcosa.”

Nafar insieme al regista  Udi Aloni  hanno capito che  è fondamentale rappresentare adeguatamente la vita a Lydd, e i conflitti dei personaggi, il trauma continuo  della Nakba.

“Per poter  offrire un vero e proprio messaggio universale, dobbiamo spiegare nei dettagli  ciò che è Lydd,”  ha detto  Aloni a The Electronic Intifada. “Cosa significa [in termini] essere un palestinese all’interno di Israele, che noi chiamiamo del ’48, descrivere il luogo dove  vive'[in], l’apartheid che non è così ovvio per le persone che vivono  fuori da Israele”.

“Vivere con la minaccia”

In una scena, viene demolita dalla polizia israeliana la casa di proprietà di un amico di Kareem mentre la famiglia e  i vicini  guardano impotenti. Il Comune di Israele, sulle macerie della casa distrutta  intende costruire un “museo della convivenza”.

Aloni ha detto che i progettisti, nel mese di settembre, hanno costruito la scena della casa partendo da zero. Il set è così realistico, ha aggiunto, che in un atto di orribile ironia, le autorità cittadine hanno dato comunicazione ai filmmakers di distruggere la casa.

Durante le riprese della scena di demolizione, attori e membri dell’equipe hanno pianto perché la distruzione era molto familiare.

“Molti [dei residenti] hanno cercato di fermare molte demolizioni di case a Lydd, “ha spiegato Aloni. “Molti vivono con la minaccia che la loro casa può essere distrutta in ogni momento.”

Nel film, dopo  l’abbattimento della casa , si dà inizio ad un concerto di protesta in giro per il quartiere sopra le macerie.

Aloni ha detto che questo fa parte dello “spirito di resistenza” palestinese.

Ho notato che il  villaggio beduino palestinese di al-Araqib nel deserto del Negev meridionale, ad esempio, dal 2012 è stato distrutto e ricostruito oltre 100 volte dai suoi abitanti.

“Siamo in grado di cantare sulle rovine, e poi ricostruire,” ha proseguito.

Junction 48 ha vinto premi nei festival cinematografici di New York e Berlino. Attualmente Il film sta girando negli Stati Uniti.

E ‘disponible per lo streaming e il download su iTunes.

Il film è stato recentemente acclamato come “critics’ pick” dal The New York Times.

(*) Nora Barrows-Friedman è editor associato di The Electronic Intifada.

 

Trad. Invictapalestina.org

Fonte: https://electronicintifada.net/content/rapping-amid-palestines-ruins/20031

Berlinale, il regista Aloni si scaglia contro il governo israeliano: “è fascista”

Il suo “Junction 48” è stato insignito del premio Panorama nella sezione fiction film

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21/02/2016  (Archivio)

BERLINO – Il regista israeliano Udi Aloni si trova al centro di polemiche per aver bollato come ‘fascista’ il governo israeliano nel corso della ‘Berlinale’ in cui il suo ‘Junction 48’ è stato insignito del Panorama-Premio del Pubblico nella sezione fiction film.

Figlio dell’ex leader della sinistra sionista e ministra dell’istruzione Shulamit Aloni, il regista ha anche lanciato da Berlino un appello ad Angela Merkel affinché ordini la cessazione di armi tedesche ad Israele.

Centrato sulla figura del rapper arabo Tamer Nafar della città di Ramleh (a est di Tel Aviv), ‘Junction 48’ è stato finanziato da un ente gestito dal ministero israeliano della cultura. Le sue parole – riferite la scorsa notte dalla emittente Canale 10 – hanno destato la collera della ministra della cultura Miri Regev (Likud) secondo cui “chi denigra il proprio Paese e mina alla base la sua legittimità non dovrebbe essere finanziato dal contribuente”.

Oggi, su Facebook, la reazione del regista. “Il compito di un artista in uno Stato per bene è di essere elemento di opposizione, non uno strumento di propaganda”. Aloni ha poi ribadito il proprio senso di allarme nel constatare che “forze anti-democratiche si stanno impadronendo del nostro Paese”. Ha espresso comunque fiducia che ogni tentativo di censura si ritorca così “come è avvenuto con il romanzo di Dorit Rabinian”: dapprima escluso dai testi di letteratura consigliati dal ministero dell’istruzione ai liceali israeliani, e poi balzato fra i best-seller nelle librerie del Paese.

Fonte: http://www.tio.ch/News/Agenda/Cinema/1071788/Berlinale-il-regista-Aloni-si-scaglia-contro-il-governo-israeliano-e-fascista/

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