Suor Aziza e suor Agnese: il mondo tace, appello urgente.

CRESCE LA TENSIONE TRA I BEDUINI JAHALIN

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Permettete questa intrusione, sono don Emanuele. VI scrivo perché in questo momento i nostri amici beduini dei villaggi di Tabna, Abu Hindi, Al Muntar, Abu Nawar e Khan Al Amar sono invasi dall’esercito israeliano e dai bulldozer che hanno cominciato a demolire le baracche degli abitanti. L’obiettivo è deportare gli abitanti con la forza dalla loro terra (distruggendo le strutture sociali e organizzative del popolo beduino) per avere mano libera e continuare a colonizzare e insediare popolazione ebraica. Si chiama pulizia etnica.

Il mondo tace. I giornali pure. Le prime vittime sono i bambini. Leggete per favore la lettera accorata di suor Aziza e suor Agnese. Le scuole dei bambini che stiamo sostenendo col progetto TUTTIASCUOLA insieme ai villaggi sono minacciate direttamente. Chi farà sentire il loro grido? Chi prenderà le difese degli oppressi? FATE CIRCOLARE QUESTA MAIL PER FAVORE, don Emanuele.

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Ieri mattina, 19 Febbraio 2017, rappresentanti dell’Autorita’ Israeliana, accompagnati da soldati israeliani armati, sono andati al villaggio Beduino di Khan Al Ahmer nel West Bank, dove si trova la famosa “Scuola di Gomme”, per consegnare un nuovo ordine di demolizione effettivo dal 23 Febbraio prossimo. La scuola e l’intero villaggio sono a rischio di demolizione e spostamento.

 

Lunedi’ mattina, 20 Febbraio 2017, abbiamo ricevuto la telefonata da Abu Soliman, il capo dei Beduini, che ci informava dell’arrivo dei bulldozer e dei soldati israeliani al villaggio di Tabna, che si trova nella stessa area di Khan Al Ahmer, e dove abbiamo un piccolo asilo. Ci siamo recate sul luogo dove abbiamo visto che era stata demolita una casa. Parlando con le donne abbiamo saputo che altre due abitazioni sono in lista di demolizione per il giorno 27 Febbraio.

 

Facendo poi visita all’asilo, pochi erano i bambini presenti a causa di quanto successo di primo mattino. I bambini, testimoni dell’accaduto, erano alquanto scioccati e spaventati all’arrivo di qualsiasi macchina. Le stesse insegnanti si vedevano provate e in ansia per il loro incerto e precario futuro. Per la prima volta abbiamo letto sui loro volti rassegnazione e stanchezza.

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Parlando con Abu Raid, il capo del villaggio e membro del comitato della “Scuola di Gomme, e con alcune donne del villaggio, abbiamo colto in loro la seria preoccupazione per il futuro educativo dei loro figli in caso di distruzione della scuola.

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Nel pomeriggio abbiamo visitato Khan Al Ahmer e ascoltato Abu Khamis il quale ci ha raccontato quanto e’ successo il giorno prima, 19 Febbraio. I soldati israeliani, senza rivolgere parola agli abitanti del villaggio, hanno lasciato 42 ordini di demolizione (tale e’ il numero delle baracche del villaggio comprese alcune aule scolastiche) con scadenza effettiva il prossimo 23 Febbraio.

Anche qui tra gli abitanti del villaggio e tra gli studenti della scuola abbiamo visto paura, preoccupazione e tanta incertezza.

Come atto concreto oltre a diffondere l’appello si può firmare la petizione:

https://www.change.org/p/stop-alla-demolizione-della-scuola-di-gomme-in-palestina-dirittoallostudio

 

Per ulteriori info: emanuelepersoneni@gmail.com

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2 pensieri su “Suor Aziza e suor Agnese: il mondo tace, appello urgente.”

  1. Sono un’insegnante di scuola primaria in pensione e una nonna. Sono sgomenta e amareggiata difronte alla prepotenza e alla violenza di chi vuole portare via ai legittimi proprietari e abitanti la terra . Cancellare ogni traccia di quell’insediamento, distruggendo tra l’altro la piccola scuola, unico luogo di crescita e di serena socializzazione dei piccoli, è abominevole.
    Mi sento col cuore e le lacrime agli occhi vicina a loro e a tutti quelli che combattono per la difesa dei diritti degli abitanti di quella sventurata Terra. Speriamo di far sentire a chi può fermare questa infamia, il nostro grido di dolore.

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