La Turchia esorta l’amministrazione Trump a interrompere il sostegno alle forze kurde siriane

Foto copertina: Martedi, Binali Yıldırım parla ad Ankara. Photograph: Adem Altan/AFP/Getty Images

La Turchia ha dichiarato le sue condizioni riguardo alla cooperazione con Donald Trump, affermando che è compito della nuova amministrazione americana cessare la fornitura di armi alle forze kurde siriane, Washington nega di sostenerle. “Gli Stati Uniti non dovrebbero permettere che questa partnership sia oscurata da un’organizzazione terroristica” ha dichiarato Binal Yildırım, Primo Ministro turco in discorso tenuto in Parlamento.

Washington considera la milizia kurda delle Unità di protezione del popolo (YPG), il maggiore gruppo delle Forze Democratiche Siriane (SDF), come uno dei partner più efficaci nella lotta contro lo Stato Islamico in Siria. Il neo eletto Presidente americano non ha ancora dichiarato la sua posizione riguardo al modo migliore per sconfiggere l’Isis e se considera i kurdi degli alleati.

A settembre gli ufficiali americani avevano confermato che stavano fornendo armi leggere alle SDF, ma queste erano dirette al solo contingente arabo. Questa settimana Washington ha nuovamente insistito di non aver fornito armi alle YPG. Il Ministro degli Esteri turco Mevlüt Ҫavuçoğlu controbatte sostenendo di possedere documenti che provano la fornitura e aggiunge che “Tutti nel mondo ne sono a conoscenza”.

Mentre Erdoğan aveva già in precedenza dichiarato l’esistenza di prove che confermano l’atterraggio presso la città di Kobanê, controllata dalle milizie kurde, di arei americani che trasportavano armi. La Turchia considera le YPG un’entità terrorista legata ai militanti kurdi interni che da trent’anni conducono una guerra d’indipendenza. Ufficiali kurdi collegati alle YPG hanno dichiarato che gli Stati Uniti avevano promesso loro la fornitura di armi qualora avessero condotto la battaglia contro la fortezza siriana dell’Isis a Raqqa.

Lunedì i gruppi siriani ribelli hanno annunciato la decisione di congelare qualsiasi discussione rispetto alla loro partecipazione ai negoziati di pace, preparati dalla Russia in Kazakihstan, a meno che il Governo siriano e i suoi sostenitori iraniani cessino di violare i termini del cessate il fuoco, cosa che, a loro giudizio, avviene frequentemente. I gruppi ribelli sostengono che l’esercito siriano e i suoi alleati iraniani abbiano più volte violato il cessate il fuoco nella valle di Wadi Barada, nella regione orientale del Guta, vicino Damasco e nelle province di Dara e Hama. Il Governo siriano risponde che l’attacco era diretto alle sole posizioni dell’Isis e di Jabhat Fateh al-Sham (in origine al-Nusra Front). Tale situazione sottolinea la difficoltà di applicare il cessate il fuoco quando i gruppi che ne fanno parte si trovano fisicamente vicini a quelli esclusi.

L’Osservatorio inglese per i Diritti Umani con base in Siria afferma che le forze governative hanno attaccato con elicotteri e artiglieria, dopo esser avanzate lunedì scorso nel sobborgo di Ain al-Fijah dov’è presente la principale sorgente d’acqua nell’area, una fonte importante anche per l’area di Damasco. Il Governo siriano accusa i ribelli presenti in Wadi Barada di danneggiare deliberatamente le infrastrutture causando sia l’inquinamento dell’acqua tramite lo sversamento in essa di carburanti, sia l’interruzione della corrente, anche quella diretta nella capitale.

traduzione  Fawzia Calvaresi – Invictapalestina

Fonte:  The Guardian: https://www.theguardian.com/world/2017/jan/03/turkey-sets-out-terms-for-co-operation-with-trump-us-administration

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