Le forze israeliane assediano il cimitero palestinese al di fuori della città vecchia di Gerusalemme per impedire una sepoltura

DEC. 5, 2016 3:24 P.M. (UPDATED: DEC. 5, 2016 5:58 P.M.)

 

Le forze israeliane lunedì a mezzogiorno hanno messo sotto assedio il cimitero palestinese di Bab al-Rahma, fuori dalla città vecchia di Gerusalemme Est occupata, negando l’ingresso ai palestinesi che tentatavano di seppellire il corpo di una donna recentemente scomparsa.

Testimoni oculari hanno riferito a Ma’an che le forze israeliane hanno improvvisamente circondato il cimitero dopo le preghiere del primo pomeriggio e hanno impedito la sepoltura con il pretesto che il cimitero si trova su un terreno dello stato di Israele, confiscato per rendere possibile la realizzazione di un “parco nazionale”.

La gente del posto ha aggiunto che in precedenza, lunedì mattina, le forze israeliane avevano arrestato due membri della famiglia della donna deceduta mentre stavano cercando di aprire una tomba nel cimitero per prepararla per la sepoltura.

Un portavoce della polizia israeliana ha detto di non essere a conoscenza degli incidenti.

Bab al-Rahma, che significa Porta della Misericordia, corre lungo la parete orientale della Città Vecchia di Gerusalemme ed è in uso da più di 1.000 anni.

Il cimitero è stato luogo di crescenti tensioni e polemiche negli ultimi mesi, da quando sembra che le autorità israeliane abbiano applicato politiche che risalgono a settembre 2015 per il sequestro di parti del cimitero da utilizzare per un sentiero del parco nazionale.

Il capo del comitato per la conservazione dei cimiteri islamici a Gerusalemme, Mustafa Abu Zahra, all’epoca disse a Ma’an che una zona del cimitero, tra cui delle tombe, era stata recintata come parte della confisca.

Abu Zahra ha detto che le autorità israeliane “hanno dichiarato di stare attuando una decisione del giudice”, ma le autorità non hanno presentato alcuna prova di una sentenza del tribunale a  sostegno dei loro piani di sequestro di  parti del cimitero per il parco nazionale proposto.

Abu Zahra ha aggiunto che esistono documenti che provano che la terra appartiene all’Islamic Endowment che controlla il complesso di Al-Aqsa. Ha detto che i documenti mostrano chiaramente gli esatti confini del cimitero.

Nel settembre di quest’anno, Israeli Nature and Parks Authority hanno sigillato due tombe inutilizzate già scavate nel cimitero.

Nel mese di novembre, le forze dell’Israeli Nature and Parks Authority hanno fatto irruzione nel cimitero e demolito sei tombe e altre lapidi che, a quanto riferito, si stavano sgretolando.

Lo sceicco Omar al-Kiswani, direttore del complesso della moschea Al-Aqsa, ha detto a Ma’an che le autorità hanno sostenuto che le sei tombe si trovavano in una parte del 40% del cimitero che il governo aveva confiscato per il parco.

Al-Kiswani ha contestato l’argomentazione, citando documenti ufficiali che stabiliscono che le tombe che sono state demolite erano di proprietà delle famiglie al-Husseini e al-Ansari.

Nessun portavoce dell’Israeli Nature and Parks Authority è stato immediatamente disponibile per un commento a caldo.

Mahmoud al-Habbash, un consigliere dell’Autorità Palestinese (PA) per gli affari religiosi e islamici, in una dichiarazione ha condannato le gravi demolizioni, definendo le demolizioni un segno della “confusione politica israeliana” dopo che la recente risoluzione dell’Unesco ha denunciato le violazioni israeliane nel complesso della moschea Al-Aqsa.

La risoluzione ha causato un tumulto politico e mediatico in Israele, con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha sostenuto che l’agenzia delle Nazioni Unite ha “negato l’oltre 3.000 anni di legame tra il popolo ebraico e il suo luogo più sacro a Gerusalemme,” per il fatto che la risoluzione riporta il solo nome musulmano per il luogo sacro e non quello ebraico, Monte del Tempio.

Al-Habbash ha aggiunto che le demolizioni sono “un crimine per il quale Israele deve essere punito  in conformità con il diritto internazionale”. Ha sottolineato la sacralità del cimitero di Bab al-Rahma, in quanto considerato patrimonio islamico e parte del complesso di Al-Aqsa.

Il direttore al-Kiswani aveva precedentemente detto a Ma’an che “non solo l’occupazione israeliana perseguita i musulmani in vita, ma nemmeno i morti sono al sicuro.”

traduzione Simonetta Lambertini – Invictapalestina.org

fonte: http://www.maannews.com/Content.aspx?id=774270

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