Il ministero convoca il preside della Jerusalem School per avere ospitato il gruppo anti-occupazione Breaking the Silence

FOTO di copertrtina – Un tour organizzato da Breaking the Silence a Hebron in Cisgiordania. Credit: Olivier Fitoussi

Or Kashti,  Nov 30, 2016 11:34 PM

La convocazione è stata sollecitata da una denuncia su presunto incitamento nel programma, ma non è stato trovato nessun incitamento e non vi è alcuna formale politica del ministero che vieta tale programmazione, dicono le fonti.

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Un membro di Breaking the Silence parla in una scuola, 2016. Credit: Ofer Vaknin

Il preside di una scuola superiore di Gerusalemme è stato convocato dal Ministero dell’Istruzione dopo aver invitato membri del gruppo anti-occupazione Breaking the Silence ad un incontro con  gli studenti.

Guy Paz, preside del Liceo Adam, è stato convocato al ministero in seguito ad una denuncia secondo la quale i rappresentanti dell’organizzazione hanno dato il via all’incitamento nel programma della scuola, così hanno riferito fonti del Ministero della Pubblica Istruzione. Breaking the Silence è stato fondato da veterani dell’esercito israeliano per esporre quelli che essi sostengono essere gli abusi israeliani contro i palestinesi nei territori.

Fonti che conoscono il programma hanno negato che ci fosse un tale incitamento. Hanno riconosciuto che l’incontro è stato, sì, dibattuto, ma senza alcuna istigazione o diffamazione del governo. Funzionari del ministero hanno detto che, come risulta da una prima indagine sul programma, la denuncia all’incitamento era infondata e hanno anche rivelato che la scuola aveva invitato i rappresentanti di altri gruppi a parlare con gli studenti per fornire tutta una gamma di punti di vista.

Sembra che questa sia la prima volta che il ministero chiede di incontrare il preside di una scuola  per chiarire un programma che coinvolge Breaking the Silence, gruppo che è stato oggetto di critiche, sia per il rifiuto di svelare le fonti delle sue informazioni, sia per avere rivelato le sue conclusioni all’estero. Nel dicembre del 2015, quando l’organizzazione è stata oggetto di una grande pubblica critica, il ministro dell’Istruzione, Naftali Bennett, leader del partito di estrema destra Habayit Hayehudi, annunciò che non avrebbe permesso l’accesso del gruppo al sistema scolastico.

Al momento un comunicato del ministero dice che Bennett aveva incaricato il personale qualificato del ministero di rivedere una circolare per le scuole per renderla “chiara ed esplicita per quanto riguarda l’attività delle organizzazioni che incitano contro i soldati dell’IDF, come Breaking the Silence, nel sistema dell’istruzione”.

Non è stata però rilasciata nessuna revisione del genere delle direttive ministeriali. Il ministero ha cominciato ad esaminare la questione, ha detto una fonte, ma dopo diverse settimane è diventato chiaro che questo implicherebbe la messa al bando di Breaking the Silence. “Un tale passo non rientra nell’autorità del ministero”, ha detto la fonte, “quindi l’argomento è stato sospeso. A parte le dichiarazioni, ciò che è importante è che si sta esaminando se  è stato mantenuto l’equilibrio tra le diverse posizioni politiche.”

La proibizione dichiarata da Bennett per Breaking the Silence, ha detto un’altra fonte, sarebbe dovuta principalmente a ragioni politiche.

Quando è apparsa la probabilità che la scuola invitasse rappresentanti di Breaking the Silence, è risultato chiaro che non vi era alcun divieto ufficiale del ministero per tale programma, ha detto una fonte. Invece, tutti avevano fatto affidamento sul comunicato stampa del ministero. “Con tutto il rispetto per i portavoce del Ministero dell’Istruzione, ancora non gestiscono le scuole”, ha detto la fonte.

Il programma con Breaking the Silence si è tenuto domenica ed è durato circa un’ora e mezza. Gli studenti invitati a partecipare erano quelli delle classi dei gradi più alti della scuola, che offre un approccio educativo antroposofico sulla base delle filosofie del defunto filosofo austriaco Rudolf Steiner. Gli studenti che si sono dichiarati contrari a partecipare sono stati dispensati dal programma.

Il capo del Ministero dell’Istruzione del Distretto di Gerusalemme, Meir Shimoni, ha tenuto la seduta di chiarimento con Paz dopo che le organizzazioni My Truth (HaEmet Sheli) e Reservists on Duty (Milluimnikim Bahazit) si erano lamentate di un presunto incitamento con uno degli assistenti di Bennett.

Una fonte ha detto che gli studenti sono stati incoraggiati a partecipare e a formarsi una propria impressione su Breaking the Silence, ma è stato anche detto loro che, qualunque decisione avessero preso sarebbe stata rispettata. “L’evento fa parte del discorso pedagogico permanente costituito da un gran numero di opinioni e posizioni diverse. Esporre gli studenti a una serie di punti di vista fa parte della responsabilità educativa. ”

“Abbiamo avuto l’impressione che, piuttosto che incitamento, ci sia stata una discussione critica,” ha dichiarato un funzionario del ministero. “Un altro problema non meno importante è che la scuola ha in programma una serie di incontri con altre organizzazioni, così che gli studenti ottengano un quadro variegato. Per quanto si sa, l’incontro con Breaking the Silence è stato pertinente e rispettoso”.

Un portavoce di Breaking the Silence ha detto ad Haaretz che “le nostre lezioni non contengono incitamento contro Israele – non lo hanno mai fatto e mai lo faranno. Raccontare quello che abbiamo fatto durante il nostro servizio militare nei territori e sottolineare le ingiustizie non è incitamento, è piuttosto un obbligo sociale per il bene dello stato di Israele. La ‘denuncia’ depositata presso il Ministero della Pubblica Istruzione fa parte del continuo incitamento contro chi rompe il silenzio o disapprova la politica del governo.”

L’organizzazione ha detto che questo è un tentativo “di terrorizzare insegnanti e presidi per evitare che gli studenti delle scuole superiori ascoltino la verità. Mentre la destra è impegnata nel diffondere incitamento e menzogna, noi continueremo a presentarci nelle scuole, università, movimenti giovanili e comunità in tutto il paese e non abbiamo alcuna intenzione di fermarci o di chiudere la bocca”.

Il portavoce del ministero dell’Istruzione, Amos Shavit, ha rifiutato di rispondere alla domanda di Haaretz sulla questione.

Traduzione Simonetta Lambertini – invictapalestina.org

Fonte: http://www.haaretz.com/israel-news/.premium-1.756255

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