L’esercito israeliano imprigiona due nuovi obiettori di coscienza.

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Tamar Alon e Tamar Ze’evi sono fuori da Tel Hashomer la base di arruolamento dell’IDF dove si sono presentate per dichiarare il loro rifiuto di servire l’esercito, e dove sono state condannate al carcere, Tel Aviv, 16 novembre 2016. (Haggai Matar)

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By Haggai Matar

Due obiettori di coscienza israeliani hanno dichiarato il loro rifiuto di servire l’occupazione. Mercoledì mattina presso la base di arruolamento dell’IDF  di Tel Hashomer   nella periferia di Tel Aviv.

Le due giovani donne, Tamar Alon di Tel Aviv e Tamar Ze’evi di Gerusalemme, dovrebbero essere condannate al carcere militare nel giro di ore, dopo di che saranno riportate nella base, dove possono essere condannate ad un altro periodo di carcere – un ciclo che può continuare per mesi.

[Aggiornamento: un tribunale militare ha condannato Alon e Ze’evi a due giorni di carcere ciascuna, dopo di che saranno riportate indietro per un’altra udienza con possibile condanna.]
Circa 80 sostenitori hanno accompagnato i due obiettori di coscienza alla base di  militare, portando testimonianze di sostegno e gridando slogan per chiedere il rilascio della coppia e la fine del governo militare di Israele sui palestinesi.

La protesta di solidarietà è stata organizzata dalla “Mesarvot” (in ebraica per indicare i “refusers,”). Tra i manifestanti è stato presente un membro della Knesset Yousef Jabareen, che ha indicato i due refuseniks come “un raggio di luce” in tempi bui, sottolineando quanto è simbolica  la loro dichiarazione di rifiuto lo stesso giorno che la Knesset dovrebbe votare  una legge che rende retroattiva  la legalizzare del furto di terre palestinesi.

Alla  manifestazione di solidarietà ha parlato anche Tair Kaminer , anche lui è stato obiettore di coscienza e ha trascorso cinque mesi in una prigione militare all’inizio di quest’anno per il suo rifiuto di servire l’occupazione. Kaminer ha detto ai nuovi obiettori che con al loro ingresso in carcere seguirà il silenzio, ma è necessario ricordare che sono le loro azioni in realtà che rompono quel silenzio e che avranno   sostegno da tutto il mondo.

La protesta ha attirato l’attenzione di molti altri giovani israeliani presenti per essere arruolati nell’esercito lo stesso giorno, così come i loro amici e famiglie che si sono dati appuntamento per  salutarli. Alcuni di loro hanno gridato maledetti e sputato ai refusenik e ai loro sostenitori accusandoli di tradimento. La polizia ha separato i due gruppi. Un giovane che accompagnava un amico per arruolarsi, si è rivolto  ai due refusenik dicendo loro di ignorare il fatto che “l’IDF è l’esercito più morale del mondo.”

Tamar Alon e Tamar Ze’evi, che chiedono di svolgere il servizio civile nazionale al posto del servizio militare, vedono le cose in modo diverso. “Ho incontrato amici palestinesi dei miei genitori fin dalla giovane età. Ho incontrato persone che avrebbero dovuto essere i miei nemici, ma mi hanno sorriso, hanno giocato e parlato con me. Queste prime esperienze mi hanno insegnato a guardare la realtà quotidiana dei palestinesi e la realtà della mia vita in modo critico. Non posso accettare l’affermazione che l’oppressione di un’altra nazione, la negazione dei diritti umani fondamentali, il razzismo e l’odio siano essenziali per l’esistenza di Israele.”

Alon ha aggiunto che lei ha confermato la sua decisione di rifiutare il servizio militare dopo aver ascoltato i discorsi di due fratelli in lutto, un israeliano e un palestinese, durante cerimonia commemorativa della decima Israeli-Palestinian Memorial Ceremony  in cui hanno entrambi chiesto ad altri di imparare dalle loro tragedie personali e  lavorare per pace.

“Da un lato, c’è un obbligo giuridico e sociale a cui ho sempre voluto adempiere e a cui mi è sempre stato chiesto di adempiere – il diritto di salvaguardare la sicurezza della mia casa e di proteggere le persone a me più care,” ha scritto Tamar Ze’evi nella sua dichiarazione. “Ma dall’altra parte, si può chiamare infanzia quella vissuta all’ombra degli attacchi terroristici e delle guerre per la sicurezza di matrice realista? E la sicurezza delle persone dall’altra parte del muro? In qualità di figlia di un popolo che occupa un altro popolo, sono responsabile del benessere di questo popolo (occupato)? Dov’ è il limite della nostra collaborazione? L’abbiamo già superato? Io non sono disposta a supportare una situazione in cui due popoli vivono nella paura gli uni degli altri, pagando un prezzo così alto da decine di anni. Per amore di questa terra e degli esseri umani che la abitano, voglio credere che ci sia, e credo che ci sia, un percorso diverso e che si possa ottenere un cambiamento”.

Una versione di questo articolo è apparso in ebraico su un appello locale. Il titolo e il testo di questo articolo sono stati aggiornati per aggiungere che le due donne sono state condannate al carcere militare.

Trad. Invictapalestina.org

Fonte: http://972mag.com/two-new-army-refuseniks-expected-to-face-israeli-military-prison/123192/

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