Café café  dice ai suoi dipendenti di smettere di parlare in arabo sul luogo di lavoro

 

Jack Khoury – Nov 14, 2016 8:00 PM

Café Café sostiene che i clienti si sentono minacciati, ma i lavoratori arabi si rifiutano di smettere di parlare nella lingua madre.
Una catena di caffetterie israeliana ha vietato ai lavoratori di una delle sue filiali di parlare in arabo dicendo che i clienti lo sentono come una minaccia.

Alcuni dipendenti della filiale di Café Café, sul lungomare Dado Beach di Haifa, stanno protestando contro questa politica. Dona che lavora là da otto mesi, ha detto che continua a parlare arabo sul posto di lavoro, nonostante il divieto – e che, se ai suoi datori di lavoro non piace, la licenzino pure.

“L’arabo è la mia lingua madre e se sono con un collega arabo non ha alcun senso che ci parliamo in un’altra lingua,” ha detto. “Non credo che l’arabo sia una lingua minacciosa per nessuno”, ha aggiunto. Dona dice che molti dei suoi colleghi sono arabi, come pure molti dei clienti.

Haifa si vanta della coesistenza e della tolleranza tra ebrei e arabi. Alcuni dipendenti della caffetteria hanno chiesto al gruppo dei diritti legali Adalah di intervenire spingendo l’avvocato Sawsan Zaher a chiedere al Café Café di revocare il divieto per i lavoratori di lingua araba.

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Dado Beach a Haifa. Credit: Hagai Frid

Il divieto, ha scritto, è un “divieto di utilizzare una lingua madre che è la lingua della popolazione araba, un gruppo di minoranza nazionale in Israele,” ed è “palesemente illegale”.

Zaher ha aggiunto che costringere i dipendenti a parlare una lingua diversa dalla propria lingua madre è una forma di oppressione dei lavoratori. “Tale divieto è umiliante e trasmette un messaggio secondo il quale i vostri dipendenti arabi sono inferiori e indesiderati, e questo indipendentemente dalle ragioni che vi hanno spinto al divieto – in tal modo il divieto costituisce un danno per la loro dignità”, ha scritto l’avvocato.

Zaher ha informato Café Café che dire ai dipendenti “che chi non vuole accettare la decisione dovrebbe dimettersi,” significa che i suoi lavoratori lavorano sotto la minaccia di perdere l’impiego. Tali condizioni sono illegali e offensive, ha aggiunto.

Adalah ha detto che la filiale Dado Beach di Café Café non ha ancora risposto alla sua lettera. Un capo turno della filiale ha rifiutato di dare ad Haaretz il numero di telefono del direttore, dicendo che al momento si trova ad Eilat e che tornerà fra due giorni.

Un altro capo turno ha detto ad Haaretz che il divieto di parlare in arabo è stato introdotto dopo che due dipendenti arabi, un uomo e donna, si sono messi a parlare in arabo di fronte a una cliente che si è sentita offesa avendo pensato che i due stessero ridendo di lei.
Traduzione Simonetta Lambertini – Invictapalestina.org

Fonte: http://www.haaretz.com/israel-news/.premium-1.752934

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