Avventure nel Mondo

Condivisioni dalle pagine degli amici/amiche di Invictapalestina

5 novembre 2016 –

Roberta ha postato sulla sua pagina FB la lettera che ha scritto a quelli di Avventure nel Mondo.
Non c’è stata risposta.

Febbraio 2015 – Circa due anni fa due attiviste romane della Rete Romana di Solidarietà con il popolo palestinese si recarono presso l’agenzia romana di Avventure nel Mondo in via di Lungotevere Testaccio,10.
Speravano di incontrare qualcuno dei responsabili dell’organizzazione per poter parlare di “alcune incongruità” notate nei loro programmi di viaggio in Israele. Questo non fu possibile, così lasciarono i propri numeri di telefono, indirizzi email e una lettera che avevano preparato con la spiegazione delle ragioni che le avevano spinte a sollecitare quell’incontro.
A tutt’oggi non hanno ricevuto alcuna risposta.

TUTTO ISRAELE

ITINERARIO CONSIGLIATO E REDAZIONALE DI VIAGGIO
NOTA PER TUTTI I VIAGGI IN ISRAELE E TERRITORI
Gli itinerari dei programmi in ISRAELE e TERRITORI potrebbero variare sulla base dei comunicati del Ministero degli Esteri sito web http://www.viaggiaresicuri.it

Con la speranza che presto tutta la regione possa ritrovare una pace giusta e duratura, proponiamo questo viaggio per conoscere la natura e i luoghi storico-archeologici israeliani e vedere da vicino la realtà di questo paese tanto discusso. All’aeroporto Ben Gurion troveremo il pulmino con il quale raggiungeremo Tel Aviv e la città vecchia di Jaffa. Quindi ci dirigeremo verso il nord, visitando le rovine romane di Cesarea sullo sfondo azzurro del Mediterraneo.

Una sosta al Museo di Megiddo quindi Haifa, dove sosteremo nel giardino persiano del tempio dorato bahal; andiamo ad Akko (S. Giovanni d’Acri), nel suk tra numerosi caravanserragli. Raggiungeremo le grotte sul mare di Rosh Haniqra al confine con il Libano. Attraverseremo la Galilea, visiteremo Bar’am con una antica sinagoga, le alture del Golan, il castello crociato di Nimrod e le cascate di Banyas, una delle fonti del Giordano. Cammineremo tra i vicoli tortuosi e le numerose sinagoghe di Safed, una delle città sacre ebraiche, abbarbicata in posizione panoramica, sul monte Canaan. Poi raggiungeremo rapidamente Cafarnao e Tiberiade, città storica e termale sul lago omonimo, dove sorse anche il primo kibbutz Degania. Una sosta a Hammat Gader con piscine termali, le antiche terme romane e un allevamento di coccodrilli. Evitando il traffico caotico di Nazaret andremo nella Grotta dell’Annunciazione quindi alle Catacombe di Bet Shearim e al Castello crociato di Belvoir, poi lungo il Giordano a Gerico, dove visiteremo il tranquillo monastero di San Giorgio e quello più aspro della Tentazione sul vicino monte della Quarantena. Passeremo da Qumran dove sono stati ritrovati degli antichissimi manoscritti del Mar Morto (esposti in un settore del museo nazionale a Gerusalemme e ad Amman).
Nell’oasi di Ein Gedi, frequentata già da re Salomone, ci concederemo una passeggiata tra piante tropicali e cascatelle dove faremo un bagno rinfrescante. Più tardi proveremo la strana sensazione di un tuffo nel salatissimo Mar Morto, che ci respingerà verso l’alto e dove galleggia anche chi non sa nuotare. Usciti dall’acqua staremo bene attenti a fare subito una doccia per evitare che il sale ci bruci completamente. Il giorno seguente ci alzeremo a notte fonda per scalare Massada e goderci dalla città zelota un’alba indimenticabile. Quando le comitive di turisti cominceranno a salire saremo già sulla via di Eilat con un interessante museo oceanografico. A mollo nel Mar Rosso ammireremo coralli e pesci coloratissimi. Possibili escursioni nei dintorni nell’affascinante valle di Timna, con le miniere di re Salomone o sulle piste del deserto dell’Aravà o nel Red Canyon.
Dopo aver fatto scorta di yogurt e succhi di agrumi al kibbutz di Yotvata riattraverseremo il deserto del Negev con il vastissimo cratere di Mitzge Ramon. Poi la città di Hebron, sacra a musulmani ed ebrei, una delle zone dove gli scontri tra i due popoli sono stati più gravi. È caratteristica la ex chiesa sopra la tomba dei patriarchi, trasformata parte in moschea e parte in sinagoga. A Betlemme visiteremo la grotta della Natività e poi la tomba di Rachele già sulla via verso Gerusalemme dove trascorreremo gli ultimi giorni tra i quattro quartieri della città vecchia, i vicoli di Mr ha’ sharim e la città nuova prima di riprendere l’aereo per l’Italia.
L’Itinerario Consigliato e Redazionale Geografico è un racconto-relazione di viaggio scritto e aggiornato dai partecipanti e dai coordinatori su una esperienza di vita vissuta che contiene descrizioni di località, itinerari, ambientazioni culturali, storiche, letterarie ed ha con i viaggi pubblicati un rapporto di semplice informazione geografica e culturale e di suggerimento sull’itinerario da seguire che in ogni caso rimane soggetto alle decisioni del gruppo nello spirito dell’autogestione del viaggio. In considerazione di ciò, non è parte integrante del contratto di viaggio

 

“fare movimento per il movimento”, cantavano gli assalti frontali

Carissima redazione,
non ho mai viaggiato con Avventure nel mondo, ma stasera stavo sfogliando l’elenco dei viaggi in programmazione con l’intenzione di sceglierne uno, insieme al mio compagno.
 Fortunatamente, in un certo senso, mi sono imbattuta in un viaggio dal titolo interessante: “Tutto Israele”.
Lasciando da parte valutazioni di altro ordine che temo cadrebbero nel vuoto, vorrei sottolineare che nell’itinerario di quel viaggio sono comprese:
– le alture del Golan, che sono illegalmente occupate da Israele in quanto giuridicamente appartengono alla Siria
– le città di Hebron e Betlemme, che fanno parte dei Territori Palestinesi
– la città di Gerusalemme, che è divisa e di cui stento a credere che dal viaggio sia esclusa la parte palestinese, dal momento che è la parte archeologicamente più interessante
A guardare la mappa, al di là delle singole città, si attraversano tutti i Territori Palestinesi, nel senso della lunghezza. Un bel tratto, quindi.
E sottolineo “Palestinesi”, dal momento che noto a una seconda lettura che nei sottotitoli, quelli in piccolo, si fa cenno a non meglio identificati “Territori”.
Per qualche motivo che ora non riesco a ricostruire, mi ero fatta l’idea che foste un’organizzazione rispettosa dei popoli e delle loro storie. E finanche delle leggi internazionali.
Sono contenta di aver scoperto in tempo che così non è.

Roberta RobiGreen Verde con Stefano Borroni.
5 novembre alle ore 22:06

 

Lettera della Rete Romana di solidarietà con il Popolo Palestinese

Gentile direzione di Avventure Nel Mondo,
Abbiamo visto i vostri programmi e le vostre proposte di viaggi e, per quanto riguarda Israele-Palestina, abbiamo notato alcune incongruità, che forse derivano dal fatto che, vista la situazione di conflitto permanente in quella terra, anche la suddivisione dei due paesi e l’appartenenza delle diverse città può essere non chiara a chi non ne segue costantemente le vicende.
Innanzitutto è previsto solo un Capitolo “Israele”, il che significa negare l’esistenza dello stato di Palestina, che pure è stato riconosciuto dall’ONU. Abbiamo visto esclusivamente la bandiera Israeliana, e mai quella palestinese. Della Palestina si parla una volta sola mentre in uno dei viaggi si parla di Israele e Territori, dimenticando che la dizione è -Territori Palestinesi Occupati -.
In più, siccome nei diversi itinerari, si parla sempre e solo di Israele finiscono per apparire israeliane città come Betlemme, Hebron e la stessa Gerusalemme Est che invece sono a tutti gli effetti parte della Palestina Occupata.
Le parole sono importanti e le descrizioni anche. Ad Esempio parlare di Hebron e dire semplicemente che c’è una “ex chiesa sopra la tomba dei patriarchi, trasformata parte in moschea e parte in sinagoga“ significa dare una informazione parziale ed incompleta rispetto alla storia di un monumento antichissimo che nei secoli ha subito numerose trasformazioni da parte sia dei cristiani che dei musulmani, luogo di venerazione per le tre religioni monoteiste, finché recentemente è stata divisa in due dagli occupanti israeliani che ne hanno trasformato una parte in luogo di culto ebraico.
Chi vi scrive fa parte della Rete Romana di Solidarietà con il popolo palestinese nella quale si raccolgono diverse realtà che a Roma, operano affinché Israele cessi l’occupazione della Palestina e al popolo palestinese siano riconosciuti pieni diritti civili e politici oltre al diritto all’autodeterminazione. Nella nostra azione siamo contro tutti i tipi di razzismo e antisemitismo. Non siamo contro il popolo o la religione ebraica ma cerchiamo di sostenere i diritti del popolo palestinese, che Israele nega sistematicamente perché nega l’esistenza stessa di questo popolo .
Riteniamo quindi importante che chi opera nel campo del turismo, in posizioni di notorietà ed esperienza come la vostra organizzazione, assuma una posizione trasparente e obbiettiva, cosa che non risulta nelle pagine del vostro sito dedicate ai viaggi In Palestina/Israele.
Riteniamo inoltre che vi sia una forte responsabilità culturale nel descrivere la situazione della Palestina anche se ci si rivolge a chi vi si reca per turismo. Ci farebbe quindi piacere incontrarvi per approfondire i temi sopra accennati ed eventualmente presentare delle proposte.
Nel ringraziarvi per la vostra attenzione diamo un nostro riferimento al fine di poter fissare un appuntamento.
Cordiali saluti.
Per la Rete Romana di Solidarietà con il popolo palestinese

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