Per la prima volta in 12 anni l’Argentina non sostiene la Palestina all’Unesco

Il governo argentino si è astenuto nel voto a favore della Palestina nei progetti promossi dalle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura (Unesco). I progetti di risoluzione dei conflitti intitolati “Palestina occupata”, avevano ricevuto il sostegno dell’ex presidente Nestor Kirchner, e dell’ex presidente Cristina Fernandez de Kirchner.

argentina
En Internacionales Post 24 Octubre 2016

L’Argentina ha deciso di non appoggiare la Palestina utilizzando la modalità della “neutralità attiva”, come sostiene sul piano della discussione Rodolfo Terragno che ricopre la carica di ambasciatore all’Unesco da febbraio, quando fu ufficializzato dal governo di Mauricio Macri. Per La Nacion e Clarin, Terragno ha motivato l’astensione con il fatto che questa “non era per favorire Israele” e ha parlato del conflitto che lo “oppone” alla Palestina, come se il genocidio portato avanti da Israele contro il popolo palestinese fosse una guerra o un conflitto tra pari. Israele ha il miglior esercito del Medio Oriente ed è tra i dieci paesi nel mondo con il maggior numero di infrastrutture militari, oltre al supporto delle agenzie di intelligence più attrezzate. La Palestina non risulta in nessuna classifica di questo tipo.

Pochi giorni fa l’Unesco ha approvato il testo sulla “Palestina occupata”, dei 58 paesi che compongono il comitato esecutivo 24 hanno finito per votare a favore, 8 hanno votato contro e  altri 25 si sono astenuti insieme all’Argentina. Per cercare di giustificare la decisione presa dal governo nazionale, domenica scorsa, Terragno ha scritto un commento in una rubrica del Clarin dal titolo “La dottrina della neutralità attiva”.

Per Terragno, “le minacce alla pace mondiale sono oggi molto diverse da quelle che ci sono state dalla fine della seconda guerra mondiale fino al crollo dell’Unione Sovietica,” notando che “in quel periodo era quasi impossibile essere neutrali” e “risolta quell’agguerrita concorrenza a favore del capitalismo, oggi non c’è una minaccia universale alla pace.” Nel segnalare l’esistenza di conflitti nevralgici, Terragno osserva che la maggior parte degli Stati membri in seno all’ONU non è colpita da tali situazioni belliche e per questo motivo non dovrebbe prendere una posizione specifica, ma  cercare di “costruire ponti”. Anche in questo caso si pone il genocidio da parte di Israele contro la Palestina come una questione tra pari e non si tiene conto della potenza esercitata da Israele quanto ad armamenti, sostegno straniero (gli Stati Uniti come principale alleato) e occupazione della terra illegale.

Secondo i dati della ONG B’Tselem, confermati dall’ONU, tra il 1987 e il 2008 (quando Israele effettuò l’operazione “Piombo fuso”) sono stati uccisi 1.446 bambini palestinesi da attacchi sferrati dall’esercito israeliano. Le morti sono divise in periodi che vanno dal 1987 al 2000, quando furono uccisi 1.559 palestinesi (304 bambini); dal 2000 al 2004 quando furono uccisi 3.196 palestinesi (inclusi 620 bambini); dal 2005 al 2008 in cui si registrarono 1.290 palestinesi uccisi contro gli 86 israeliani sono morti nello stesso periodo.

Oltre a questo, Israele da anni mantiene un blocco contro la Palestina che si traduce in un’azione costante per impedire qualsiasi trasporto che potrebbe tentare di passare i confini. Israele limita – secondo un rapporto di Amnesty International – l’importazione di materiali da costruzione, il che impedisce ai palestinesi di ricostruire le proprie case danneggiate dalle bombe, oltre ad altri elementi base per la sussistenza dei palestinesi.

Da parte di coloro che definiscono il conflitto come una “guerra”, si è soliti fare riferimento ai gruppi armati palestinesi per giustificare gli attacchi israeliani con il motivo della “difesa” e della “sicurezza”. Tuttavia, una grande percentuale dei palestinesi uccisi dall’esercito israeliano sono civili, soprattutto bambini e donne.

Il discorso di Terragno sulla neutralità esercitata dal governo nazionale è poco chiaro, considerata l’alleanza chiara e visibile con Israele della nuova amministrazione, a cominciare dal dialogo costante tra i governi, dall’acquisto di armi da Israele e dall’intervento della agenzia di sicurezza israeliana in Argentina per addestrare le forze di sicurezza.

Tale proposta di “neutralità attiva” non è granché chiara considerato che poi, in alcuni casi, si rilasciano dichiarazioni esplicite come ad esempio quelle fatte contro il Venezuela, o a favore di un presidente illegittimo come Michel Temer in Brasile, oppure quando si sorvola sulle violazioni dei diritti umani in Messico dopo che Macri ha detto di “non essere a conoscenza” di quello che è successo nel paese governato da Enrique Peña Nieto.

 

Trad. Simonetta Lambertini

Fonte: http://www.agenciapacourondo.com.ar/secciones/internacionales/21023-por-primera-vez-en-12-anos-argentina-no-apoyo-a-palestina-en-la-unesco

 

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