Il Ministro della Cultura di Israele sollecita la city per annullare lo show di Rapper arabi

rap
l’artista ebreo Yossi Tzaberi e Tamer Nafar, la star araba del film israeliano “Junction 48,” alzano il pugno in segno di protesta durante gli Ophir Awards. 22 settembre 2016. Ilan Assayag

 

Miri Regev dice che i testi di Tamer Nafar legittimano il terrorismo; il rapper replica che non ha alcuna intenzione di farsi tacitare.

Noa Shpigel 17 ottobre 2016 01:24

Le tensioni nel campo della cultura di Israele si sono intensificate ulteriormente domenica, quando il ministro Miri Regev ha invitato il Comune di Haifa ad annullare una performance del  rapper arabo israeliano a causa di ciò che ha definito come  ideologia sovversiva.

Il Rapper Tamer Nafar, che in passato  si è attirato le critiche del ministro della cultura, ha in programma un concerto  martedì nella cerimonia di apertura di un evento di teatro popolare che si svolge nell’ambito dell’ Haifa International Film Festival.

In risposta alla lettera di Regev, il Comune di Haifa ha riferito di aver posticipato la performance di Nafar sottolineando che lo spettacolo potrebbe anche essere annullato del tutto. Nafar, a sua volta, ha criticato la città per essersi sottomessa alle pressioni del ministro e del suo “branco di razzisti”, aggiungendo che intende intervenire come previsto.

In una lettera al sindaco di Haifa Yona Yahav, Regev ha scritto che ospitare lo show di Nafar va contro il pluralismo che il film festival vuole rappresentare.

“E’ un peccato che l’Haifa Film Festival, un simbolo di qualità e di vicinanza tra persone e paesi, abbia scelto di offrire un palcoscenico ad un artista che coglie ogni occasione per schierarsi contro lo Stato di Israele e la sua esistenza come Stato ebraico,” ha scritto Regev.

Nella sua lettera, Regev ha anche citato una parte della canzone di Nafar, “Chi è il terrorista”:

“La democrazia? Perché? Mi ricorda il nazismo / Hai violentato l’anima araba / e messa  incinta, dando alla luce un bambino chiamato attacco terroristico / E poi voi  chiamate noi terroristi”.

Regev ha affermato che “tali parole  legittimano il terrorismo”, e ha aggiunto che “I fondi pubblici non dovrebbero sostenere le attività che minano lo Stato, i suoi valori e simboli in nome dell’arte e della libertà di parola”.

Rispondendo con un comunicato stampa, il Comune di Haifa ha precisato di aver chiesto a Nafar di esibirsi martedì alle ore  22:00, più tardi di quanto inizialmente previsto. A causa di questo cambiamento, prosegue il comunicato, Nafar rischia di annullare la sua performance.
Nafar ha risposto in un post su Facebook, dicendo che non ha intenzione di  abbandonare la manifestazione. “Capisco che la città è stata messa sotto pressione  dal ministro della cultura e  dal suo branco di razzisti,  sperano che io possa rinunciare, ma non ho intenzione di mollare”, ha scritto. “Spero di vedervi tutti martedì a Haifa.”


La protesta contro  la performance di Nafar è iniziata i primi giorni di questa settimana, quando gli attivisti del Likud di Haifa hanno annunciato l’intenzione di “far saltare” lo spettacolo.


Il mese scorso, il ministro della cultura  abbandonò l’Ophir film awards ceremony dopo che Nafar e un artista ebreo, Yossi Zabari, avevano letto  dal palco brani di una poesia del poeta nazionale palestinese Mahmoud Darwish.


Regev riferì ai giornalisti che la cerimonia aveva “superato diverse linee rosse”, facendo specificatamente riferimento all’uso della poesia Darwish.

 

Trad. Invictapalestina

Fonte: http://www.haaretz.com/israel-news/1.747782

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