Quando lavorare la terra diventa una forma di resistenza

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31 agosto, 2016

Al problema dell’acqua e dell’elettricità si aggiungono i continui attacchi agli agricoltori dei cecchini israeliani e le incursioni periodiche dei bulldozer militari che distruggono terreno agricolo. “Le mie terre sono relativamente vicine alla recinzione, quindi non posso mettervi piede tra le 6,00 di sera e le 6,00 di mattina senza che mi sparino. Cosa posso fare se l’elettricità non arriva fino a dopo 6,00 di sera? Devo lasciare la mia terra senza acqua rischiando di perdere il raccolto.”

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Secondo il “Council for European Palestinian Relations” il contributo del settore agricolo al PIL palestinese è passato dal 13% al 4,8% tra il 1993 (accordi di Oslo) e il 2009, a causa delle pratiche illegali dell’entità sionista, quali il furto della terra, la confisca delle risorse idriche e il controllo sulle esportazioni.

Per l’uso di metodi tradizionali e, nel caso di Gaza, per la carenza di macchinari, il settore agricolo influisce in larga misura sulle percentuali di disoccupazione, in quanto richiede un gran numero di manodopera.

Ma ancora più importante; l’agricoltura costituisce la base di autosufficienza del popolo palestinese e rappresenta meglio di qualsiasi bandiera la sua unione millenaria con questa terra.

Durante le ripetute aggressioni sioniste contro l’enclave costiera, bulldozer militari e carri armati israeliani hanno distrutto migliaia di ettari di terreno agricolo, sradicando alberi da frutto e ulivi, distruggendo serre e pozzi d’acqua, oltre a bombardare con droni e aerei da guerra qualsiasi infrastruttura agricola abbiano incontrato sul loro cammino.

 

120605-gaza-childrenSenza dubbio, a Gaza, i periodi che intercorrono tra una guerra e l’altra non sono assai più favorevoli ai contadini. Per questo motivo abbiamo intervistato numerosi agricoltori della provincia di Khan Younis, una delle più attaccate da cecchini e bulldozer israeliani, che ci raccontano la loro situazione attuale. “Abbiamo poca acqua e quella che abbiamo è salata. La soluzione sarebbe acquistare acqua dolce, ma oltre ad essere troppo costosa, la sua fornitura è quasi inesistente, abbiamo solo circa 8 ore di elettricità al giorno … come possiamo lavorare così, senza elettricità né acqua? ”

Mohamed A. T. aggiunge, “Alla fine stiamo pagando ai sionisti l’acqua che ci rubano! Ma che scelta abbiamo se i nostri pozzi sono salati ed in molte aree (all’interno della cosiddetta Buffer Zone) non ci lasciano costruire pozzi.”

Al problema dell’acqua e dell’elettricità si aggiungono i continui attacchi agli agricoltori dei cecchini israeliani e le incursioni periodiche dei bulldozer militari che distruggono terreno agricolo. “Le mie terre sono relativamente vicine alla recinzione, quindi non posso mettervi piede tra le 6,00 di sera e le 6,00 di mattina senza che mi sparino. Cosa posso fare se l’elettricità non arriva fino a dopo 6,00 di sera? Devo lasciare la mia terra senza acqua rischiando di perdere il raccolto.”

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“La vedi quella Terra? …E’ la mia Terra e non ci posso andare!” Khuza’a, villaggio vicino al confine con israele nel sud della striscia di Gaza.

Un altro ostacolo che gli agricoltori di Gaza devono superare è il criminale blocco imposto dall’ entità sionista, che impedisce l’ingresso di fertilizzanti e pesticidi, aumentando ulteriormente i costi di produzione e riducendo ulteriormente la produttività. “Il blocco ci impedisce l’esportazione, anche in Cisgiordania. Tutti questi problemi stanno distruggendo l’economia dei contadini … tutti siamo indebitati. Tutti abbiamo debiti con il comune, con la compagnia idrica e con quella elettrica. La mancanza di acqua ed elettricità sta finendo di ucciderci. ”

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Inoltre, dopo gli ultimi violenti attacchi contro la Striscia di Gaza, gli agricoltori hanno paura di re-investire nella loro terra, sanno già che in una futura aggressione saranno nuovamente obiettivo della potenza militare dell’entità sionista. E la distruzione della capacità produttiva palestinese garantisce un mercato vincolato, per il surplus produttivo di Israele, di 5 milioni di persone, circa 2 milioni a Gaza e 3 in Cisgiordania. Inoltre, incatena la capacità di lotta del popolo palestinese che cerca la propria indipendenza. “Gaza sopravvive di aiuti, di carità … questa è la verità. È ciò che il nostro nemico vuole per noi. Speriamo che le persone di Europa, America, Asia … ci ascoltino e ci aiutino a porre fine al blocco. Perché attaccano i contadini? Noi siamo persone normali. Non abbiamo forse il diritto di vivere in pace? “.

 

 

Immagini liberamente inserite da Invictapalestina.org

fonte:

https://www.facebook.com/gazafreeland/?fref=nf

http://gazafreeland.org/wordpress/2016/08/31/cuando-trabajar-la-tierra-se-convierte-en-una-forma-de-resistencia/

 

Notizie sulla fonte:

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“GAZA: TIERRA Y LIBERTAD. ASOCIACIÓN INTERNACIONAL DE SOLIDARIDAD Y APOYO MUTUO ENTRE LOS PUEBLOS” es una asociación sin ánimo de lucro que tiene como finalidad mostrar el apoyo mutuo y la solidaridad de los Pueblos con el Pueblo Palestino en su legítima resistencia contra la política imperialista desarrollada por el régimen israelí que supone, no sólo, el incumplimiento sistemático de las diferentes resoluciones aprobadas por el Consejo de Seguridad y la Asamblea de las Naciones Unidas en contra de la ocupación de la Tierra Palestina; sino que implica, además, una continua violación de los acuerdos sobre Derechos Humanos emanados de éste y de otros organismos internacionales, así como un atentado contra la Humanidad misma, dadas la brutalidad indiscriminada y la impunidad con la que lleva a cabo esta ocupación.

Las personas de las que nace “GAZA: TIERRA Y LIBERTAD” entienden que esta finalidad es, para la asociación, el medio más acertado con y desde el que que acompañar al Pueblo Palestino en su camino hacia la Libertad en su Tierra.

De acuerdo con esto, “GAZA: TIERRA Y LIBERTAD” se ha planteado los objetivos de atender, informar, difundir y sensibilizar sobre la cotidianidad del Pueblo Palestino, condicionada en todas las esferas y niveles en los que se desarrolla su existencia por las políticas puestas en marcha por el régimen israelí; cuya denuncia también es objetivo de la asociación, En el desarrollo de esta labor,”GAZA: TIERRA Y LIBERTAD” presta atención específica a la realidad de la vida en la Franja de Gaza, donde se encuentra establecida su ATALAYA, principal centro de observación y difusión de información.

En la consecución de sus objetivos, “GAZA: TIERRA Y LIBERTAD” pretende acercar a los Pueblos la realidad de la vida en la Franja de Gaza para:

– fomentar y generar redes de solidaridad y apoyo mutuo que permitan el acercamiento y el conocimiento entre los Pueblos, de forma general, y entre los diferentes y diversos colectivos e individualidades que los integran; y

– concienciar sobre la necesidad de evidenciar un rechazo absoluto hacia la ilegal e inmoral ocupación de la Tierra Palestina llevada a cabo por el régimen israelí y en relación a las políticas de terror que éste despliega contra el Pueblo Palestino.

Tras más de 67 años de ocupación sionista y más de 9 años de brutal bloqueo contra la Franja de Gaza, esta asociación entiende que es necesario actuar de forma continua y contundente presionando a quienes se encuentran al frente de la representación política hacia la toma de decisiones que favorezcan el avance en la solución de lo que han denominado “cuestión palestina” y por el fin del bloqueo a la Franja de Gaza, y despreciando todo actor y acción, individual o colectivo, estatal o no gubernamental, que represente, directa o indirectamente, apoyo o respaldo a la entidad sionista.

Con convencimiento sobre la importancia de su finalidad, y en la consecución de sus objetivos, “GAZA: TIERRA Y LIBERTAD” informa sobre el sufrimiento cotidiano de la Franja de Gaza desde su ATALAYA, al tiempo que difunde y analiza todas las informaciones que considera fundamentales en relación con su razón de ser. A pesar del carácter relevante que esta asociación confiere a la actualidad en y sobre Próximo Oriente, las personas de las que parte “GAZA: TIERRA Y LIBERTAD” entienden que esta atención no es suficiente y consideran necesario trabajar para recordar a los Pueblos la necesidad de no olvidar el sufrimiento histórico del Pueblo Palestino.

Frente al espectáculo en el que los medios de comunicación de masas han convertido la que han denominado “cuestión palestina”, “GAZA: TIERRA Y LIBERTAD” ofrece realidad; entre la pasividad complaciente de la sociedad actual y la falsa neutralidad de la Comunidad Internacional, esta asociación practica solidaridad; y junto a las muchas y diversas actuaciones e iniciativas que ya existen, y que pudieran surgir, las personas de las que parte esta iniciativa ofrecen su más sincero compromiso por la LIBERTAD, que entienden pasa indiscutiblemente por el apoyo a la lucha del Pueblo Palestino.

Para alcanzar su finalidad y cumplir sus objetivos las personas de las que parte “GAZA: TIERRA Y LIBERTAD” han acordado organizarse de forma horizontal, con una participación activa y consciente que, en respeto a la reciprocidad entre deberes y derechos, permite asumir diferentes responsabilidades en correspondencia al distinto grado de implicación al que libremente se han comprometido. Consecuentemente, el trabajo se desarrolla a partir de decisiones tomadas por consenso y en base a los principios del asamblearismo.

 

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