Facciamo una cosa…

 

La situazione in MO ha creato spaccature molto forti anche nel movimento di solidarietà verso la Palestina, se c’è uniformità di vedute sull’imperialismo USA, il ruolo di Israele in MO e sulla deriva autoritaria turca, la stessa non si riscontra analizzando gli interventi di Putin e soprattutto la situazione che sta devastando la Siria. Punti di vista diversi si scontrano sul WEB e posizioni legittimamente diverse penalizzano alla fine la creazione di iniziative collettive di massa necessarie per denunciare l’avanzamento del sionismo in Palestina con uccisioni mirate, espulsione dei palestinesi dalle loro case, incarcerazione e tortura dei militanti nel tentativo, troppo spesso poco contrastato a livello internazionale, di cancellare un popolo dalle proprie terre.

carovana

Luigi è un compagno che vive e studia a Torino, recentemente ha postato su FB il report, che noi riportiamo integralmente, per una riflessione in più sull’argomento. I quaderni della Carovana si possono ordinare al Centro Sociale Gabrio di Torino, in copertina il primo numero con l’illustrazione di ZeroCalcare.

Agosto 2016 – Luigi D’Alife

Facciamo una cosa: tutti gli amici e le amiche di Assad, tutti quelli che “è l’unica speranza per un medioriente antimperialista”, tutti quelli che “Assad ha un grande consenso popolare”, “Assad, la repubblica laica, la libertà delle donne…sti cazzi e bla bla bla”.

Ecco facciamo una cosa: provate a studiare, informatevi.
Informatevi su cosa significava essere curdi nella Siria di Assad, o più semplicemente cosa significa essere oppositori o anche solo non fare parte del sistema mafiocratico del Ba’th.

 

Mi piacerebbe vedervi faccia a faccia a spiegare che “Assad è un compagno, è l’unica speranza, è l’antimperialismo”.

frigoSi, mi piacerebbe vedervi mentre lo spiegate a chi ha passato anni nelle carceri siriane sotto tortura, nelle celle definite “frigoriferi” perchè ci si poteva stare solo in piedi senza potersi muovere.
Mi piacerebbe vedervi mentre lo spiegate ai 280 giovanissimi curdi bruciati vivi nel cinema di Amude nel 1960.
Oppure spiegatelo a chi vive in Rojava, a chi è stato abbondato alla miseria, alla povertà, così che fosse dipendente dallo Stato.
A chi è stato costretto ad abbandonare le proprie terra e la propria casa, a tutti coloro che non aveva neanche una carta d’identità perchè curdi, a tutti quelli che non potevano lavorare per questo.

Ma difficile che vi troverete mai faccia a faccia con chi tutto questo l’ha subito…semplicemente perchè avete il culo pesante, perchè da buoni antimperialisti che sanno tutto, vi piace sentenziare su questo e quello, vi piace fare le “analisi”…naturalmente comodamente seduti sulla vostra poltrona davanti al pc, a migliaia di km di distanza, senza sapere nulla di nulla.

Tutti quelli che sono disposti a chiudere un occhio su decenni di tirannide, processi di assimiliazione forzata, governo mafiocratico, uccisione di oppositori politici, arresti, torture… e tutti quelli che chiudono tutti e due gli occhi su quanto accaduto negli ultimi 5 anni, sulle uccisioni di massa, sui massacri.

Ecco allora fate una cosa: fate qualche passo indietro, prendete una bella rincorsa e correte velocissimo. Sia mai che sbattendo contro un muro la cambiate quella testa di merda.

E per inciso chiaramente, evitate di chiedermi amicizia o seguirmi su fb.

“Dislocare, privare del diritto all’educazione e all’istruzione, risistemare i registi della popolazione ed escludere i curdi dalla cittadinanza siriana, impedire l’impiego, infondere propaganda anti-curda fra la popolazione araba, sostituire gli ulema curdi con ulema arabi, applicare politiche dividi et impera, stabilire insediamenti arabi nelle regioni curde, deprivare i curdi del diritto di cittadinanza, negare il diritto di voto e di rappresentanza”

Dal “rapporto segreto sul problema curdo nella regione di Jazira” redatto da Muhammed Talip Halil (responsabile sicurezza interna regione di Hasake)

Nella foto “The fridge” cella utilizzata dal regime di Assad

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