Messaggio di Leila Khaled al movimento di solidarietà per Bilal Kayed

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da Samidoun August 9, 2016

Leila Khaled, l’icona di resistenza palestinese, ha parlato oggi con Samidoun per esprimere le sue preoccupazioni e il supporto a Bilal Kayed, prigioniero palestinese nel suo 56° giorno di sciopero della fame. Kayed, uno dei leader di spicco del movimento dei prigionieri nelle carceri israeliane, ha lanciato il suo sciopero della fame il 15 giugno dopo che è stata ordinata la detenzione amministrativa senza accusa né processo, dopo aver scontato la sua condanna a 14,5 anni. Invece di essere rilasciato alla sua famiglia di attesa, è stato rimesso  in isolamento per  sei mesi di reclusione rinnovabili a tempo indeterminato.

Lo sciopero della fame di Kayed ha trovato ampio sostegno palestinese, arabo ed internazionale. Oltre 100 prigionieri palestinesi si sono uniti allo sciopero della fame collettivo a sostegno di Kayed, tra cu il segretario generale Ahmad Sa’adat del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, il giornalista Omar Nazzal, Mohammed Abu Sakha, il giovane attivista Hassan Karajah e molti altri. Le proteste hanno riempito le strade e le tende in tutta la Palestina occupata per chiedere la libertà di Kayed, mentre attivisti hanno organizzato eventi in città di tutto il mondo, si sono mobilitati e organizzati per la libertà di Kayed, con ulteriori eventi in programma nei prossimi giorni.

Leila Khaled ha parlato ad Atene al Festival di Resistenza nel mese di giugno, concentrandosi su Bilal Kayed, che aveva iniziato il suo sciopero solo pochi giorni prima. Oggi, ha condiviso i suoi pensieri circa lo sciopero in questo momento:

Bilal Kayed oggi è al suo 56° giorno di sciopero della fame. E’ determinato a continuare la sua battaglia per la libertà e la dignità. Non è più un caso individuale, ha detto Khaled. Il compagno Kayed oggi è rappresentante vero e genuino del movimento dei prigionieri palestinesi, è impegnato in questa battaglia basata sul suo profondo senso di responsabilità che si trova sulle sue spalle. Questa è la battaglia contro la detenzione amministrativa.”

Ha continuato, “Samidoun ed i suoi sostenitori sono ben consapevoli di ciò che la detenzione amministrativa significhi. E’ troppo importante diffondere la campagna per porre fine a questa legge ingiusta, utilizzato in particolare i giovani palestinesi ed i leader palestinesi, tra cui giornalisti, per la semplice pubblicazione di opinioni politiche su siti web o social media.
Basta! Dobbiamo abolire la detenzione amministrativa, la tortura, l’isolamento. si tratta di leggi ingiuste che colpiscono il popolo palestinese ed i prigionieri palestinesi collettivamente.” Leila ha continuato, “Questo non riguarda solo i detenuti stessi, ma le loro famiglie e tutta la loro comunità”.

Ha notato i continui arresti e la destinazione dei palestinesi in tutta la Palestina occupata. “Proprio ieri sera, le forze di occupazione hanno invaso il campo profughi di Dheisheh e ferito diversi giovani. Oggi un giovane è stato minacciato di morte. Hanno anche arrestato Nidal Abu Aker, leader nel campo che era stato appena rilasciato lo scorso anno dopo il suo sciopero della fame contro la detenzione amministrativa”.

Leila Khaled ha sollecitato ulteriori azioni internazionali sul caso, con questa dichiarazione: “Esorto tutte le persone di coscienza immediatamente a sposare la causa e organizzare iniziative, tra cui manifestazioni, sit-in, scrivere lettere, telefonate, invio di delegazioni di solidarietà, per l’urgenza di questa situazione.” Ha continuato, “Dobbiamo anche ricordare che Bilal Kayed non è l’unico prigioniero che è in sciopero della fame. Oggi ci sono tanti prigionieri palestinesi che appoggiano Bilal e rifiutando il cibo. E’ importante anche per le istituzioni internazionali a vivere all’altezza delle loro responsabilità, in particolare il Comitato Internazionale della Croce rossa. non ho visto una parola da Human Rights Watch o Amnesty International su questo caso, nessuna organizzazione per i diritti umani che lavora sul caso  Palestina può affermare di non essere a conoscenza di questo caso e dello sciopero della fame di prigionieri palestinesi “.

Commentando l’organizzazione internazionale a sostegno di Bilal Kayed, ha detto, “ho molto seguito le notizie della campagna internazionale per liberare Bilal Kayed condotto da Samidoun e molti amici della Palestina in tutto il mondo. Ci dà forza e una vera sensazione di solidarietà internazionale ed esorto tutti gli attivisti e le organizzazioni del movimento BDS ad intensificare le loro campagne contro G4S e per il boicottaggio di Israele.
Naturalmente resistere alla reclusione è il compito di tutti i movimenti rivoluzionari di oggi.
Dobbiamo ricordare Georges Ibrahim Abdallah ed i suoi compagni nel carcere francese.
Abbiamo partecipato all’appello per liberare Mumia Abu Jamal e tutti i prigionieri rivoluzionari.  Occorre un collegamento tra le lotte dei prigionieri rivoluzionari dagli Stati Uniti all’Irlanda, dalla Francia ai paesi baschi, dalle Filippine e altrove: oggi Bilal Kayed rappresenta tutte queste lotte ed egli deve essere liberato”, ha concluso Leila.

 

 

Trad. Francesco Giordano

Fonte: http://samidoun.net/2016/08/leila-khaleds-message-to-the-solidarity-movement-on-bilal-kayed/

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