Le ONG  accusano Israele  di  creare condizioni “crudeli e disumane” per i palestinesi che  attraversano la frontiera.

L’Ambasciata israeliana afferma che l’aumento della sicurezza ai checkpoints “non è un fenomeno di Israele”, indicando l’impatto del terrorismo.

border-crossing
B’Tselem ha postato l’immagine significativa sul suo account Facebook per mostrare un posto di blocco in Cisgiordania.

Peter Yeung –  Lunedi 27 giugno 2016
La ONG  che si occupa di diritti umani ha accusano Israele di costringere i palestinesi a sopportare una “crudele e disumana” condizione alle frontiere.

Il Centro di informazione  per i diritti umani nei Territori Occupati, israeliano, conosciuto come B’Tselem , ha inoltre riferito che, anche se con legittimo permesso di lavoro, questi, devono attendere ore anche con temperature estremamente calde.

B’Tselem ha pubblicato l’immagine sul account Facebook con il seguente commento:

“I palestinesi  fotografati e che aspettano in fila, hanno regolare permesso per lavorare in Israele. Tali permessi sono restituiti  solo dopo meticolosi controlli della sicurezza.”
“Costringendo le persone ad aspettare in fila per ore, in condizioni insopportabili mette in evidenza gli aspetti crudeli e disumani del controllo militare su una popolazione civile.”

“L’occupazione entra così nel  50° anno. Questa ingiustizia clamorosa è andata avanti per quasi mezzo secolo, aiutato da ignoranza e indifferenza “.

L’immagine ha l’intenzione di mostrare un posto di blocco in Cisgiordania,  tra Gerusalemme e Betlemme, nelle prime ore del mattino. Mostra una folla di persone compatta lungo un percorso recintato, con qualcuno che trova  sollievo arrampicato sulle pareti.

Nel testo che accompagna l’immagine si legge: “Questa è  la routine quotidiana dell’occupazione: non significa necessariamente l’uso di armi o di brutalità. Basta l’insensibile e crudele umiliazione. Non esiste nessuna ragione, si fa solo perché si può fare”.

Un portavoce dell’ambasciata di Israele a Londra ha riferito a The Independent: “La gente in attesa ai posti di blocco e ai controlli di sicurezza non sono un fenomeno di Israele. Sono una risposta al terrorismo brutale contre le popolazioni civili, comuni in ogni aeroporto e  frontiera nel mondo di oggi.”

All’inizio di quest’anno,  il ministro israeliano dell’agricoltura Uri Ariele ha detto che le condizioni di sofferenza subite dai palestinesi ai posti di blocco israeliani in Cisgiordania sono “vergognose e sono un disonore per lo Stato di Israele e per i responsabili della sicurezza”.

Mr Ariele da Tel Aviv Radio ha detto: “Andate e vedere in che condizioni  aspettano di entrare in Israele ai checkpoints. E’ vergognoso e sono una vergogna per lo Stato di Israele e per l’establishment della sicurezza. Le persone si costringono  ad aspettare in condizioni terribili: nella calura estiva e durante le piogge invernali “.

 

trad. Invictapalestina.org

Fonte: http://www.independent.co.uk/news/world/middle-east/israel-border-crossing-checkpoint-palestinians-west-bank-btselem-a7106486.html#gallery

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