Max Blumenthal intervista Gideon Levy – seconda parte.

BLUMENTHAL: Un sacco di attivisti, giovani ebrei israeliani, hanno cominciato ad entrare in Cisgiordania attraverso un certo gruppo, Anarchici Contro il Muro. Si uniscono ai palestinesi nei piccoli villaggi, e così via. Mi e’ sembrato che l’intera cooperazione sia stata schiacciata dai militari, e dalla autorità palestinese. Ne ho conosciuti molti che ora fanno parte del movimento “Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni”. Sono dietro a un gruppo chiamato Boicotta da Dentro. Praticamente chiedono al mondo intero di boicottare il proprio paese. Perché lo fanno, e cosa ne pensi delle prospettive per il movimento BDS? Pensi che questo potrebbe essere potenzialmente un punto di svolta, e fornire qualche speranza?


LEVY: Prima di tutto, non posso biasimare quei giovani. Devoti e coraggiosi come sono, sono stati schiacciati non solo da parte dell’esercito israeliano ma anche dai media israeliani che li delegittima in maniera sistematico. E per davvero, la loro voce è stata praticamente bloccata o attraverso la delegittimazione nei media, o con attacchi fisici da parte dell’esercito. E si sa, settimana dopo settimana, hanno perso la speranza, in molti modi.
L’unico strumento di speranza in questo momento che potrebbe mostrare un qualche tipo di speranza è BDS. E ‘uno strumento non violento e legittimo. E’ stato dimostrato estremamente efficace durante l’apartheid in Sud Africa. E non vi è alcuna ragione per il quale non potrebbe essere applicato in Israele, dato che Israele continua ad essere dietro ai crimini e all’occupazione.

BLUMENTHAL: Sì. La maggior parte degli israeliani vedono BDS come l’equivalente di distruggere Israele. Come si fa a rispondergli quando dicono, oh, è solo un altro modo per gettarci in mare?

LEVY: Nulla distruggera Israele più che l’occupazione. E coloro che hanno a cuore il futuro di Israele dovrebbe fare qualcosa per l’occupazione. Questo è il più grande nemico di Israele, ed è il più grande pericolo per Israele. Moralmente, politicamente, economicamente e militarmente. Chi pensa Israele vivrà con la guerra per sempre non conosce la storia. Perché non c’è nessun impero che è durato per sempre vivendo solo con la guerra. BDS ha un obiettivo molto chiaro,  porre fine all’occupazione. E’ un obiettivo molto legittimo. E’ un obiettivo morale. Non vorrei dirlo, ma non vedo nulla di più efficace.

BLUMENTHAL: Vorrei farti delle domande a proposito della tua carriera  politica. Come ho già detto nell’introduzione, eri un membro del Partito Laburista. Eri vicino a Shimon Peres, eri vicino a tutto il processo di pace. C’è una scena incredibile in un breve documentario di un nostro amico, Eran Torbiner, dove sei nella vecchia sede del Partito Laburista, completamente vuota in procinto di essere demolita, ed è un simbolo per il Partito Laburista di oggi. Il Partito Laburista oggi, sotto Isaac Herzog, propone un piano diverso dalla soluzione dei due Stati, con cui prima si definiva.

Di conseguenza, come sei arrivato al punto in cui ti trovi, in cui sostieni il movimento BDS, e come si concilia con il Partito Laburista, che sostiene gli obiettivi di Netanyahu?

LEVY: Credo di aver fatto il lungo viaggio, ma sono sicuro che il Partito Laburista sia cambiato.

E sempre rimasto ciò che è ancora oggi.
Ci sono stati momenti in cui abbiamo creduto a tutto, o io credevo a tutto.
Ma alla fine, i laburisti hanno più responsabilità per l’occupazione di qualunque altro gruppo politico in Israele. Hanno messo le fondamenta. Non hanno mai fatto nulla per porre fine all’occupazione, mai. L’unica evacuazione dei territori occupati è stata fatta da Sharon, mai dai laburisti. Così, alla fine di tutto, il Partito Laburista non è cambiato. Ed Herzog è un leader tipico dei laburisti, come Shimon Peres, come Rabin. A mio avviso era una trappola. Non c’è mai stato lo scopo di porre fine all’occupazione, e la prova è che non è mai stato evacuato nessun territorio. Senza l’evacuazione degli insediamenti le intenzioni sono molto, molto trasparenti. Non vuoi porre fine all’occupazione.
Per quanto mi riguarda, il cambiamento che ho passato è dovuto solo ad una cosa; al fatto che ho iniziato ad occuparmi dell’occupazione, settimana dopo settimana, giorno dopo giorno, per più di 30 anni. E quello che ho visto pochissimi israeliani lo hanno assistito. E l’unica conclusione a cui una persona consapevole può arrivare è che bisogna porre una fine a questa occupazione, incondizionatamente e immediatamente, perché è criminale.
BLUMENTHAL: Dal momento che siamo a Washington, un luogo dove molte persone non hanno idea di cosa succede a 30 minuti da casa propria, le informazioni su questi argomenti sono molto difficili da ottenere. Che sensazioni provi quando arrivi in questa città? Parli con qualcuno nel Congresso? Ti è mai stato chiesto di parlare con qualcuno di influente nella politica interna o politica estera negli Stati Uniti?

LEVY: Purtroppo no. Molti anni fa, quando ero con la corrente principale, avevo più opportunità di incontrare legislatori e funzionari. Ora non sono nessuno, cioè, nessuno parlarebbe con me. Non che ci abbia provato. Non cio ho mai provato. Ma non sento alcun interesse per le mie opinioni. I media americani, o la maggior parte di loro, e i politici americani, legislaturi, diplomatici, non sembrano interessati, credo sarebbe impegnativo per loro di affrontare le mie opinioni.

BLUMENTHAL: Benvenuti nel mio mondo.

LEVY: Esattamente.

BLUMENTHAL: Quale ruolo vedi nell’AIPAC e nelle lobby pro-Israele nella trasformazione della società israeliana ebraica, dove credi che le radici del fascismo stiano nascendo?

LEVY: Parliamone. Io credo che l’AIPAC sia un’organizzazione anti-israeliana, non una organizzazione filo-israeliana. Loro corrompono Israele. Non solo loro, ma iniziano questo processo, che consente ad Israele di continuare l’occupazione senza limiti, senza restrizioni. Sono alle di questa terribile situazione i in cui uno stato come Israele, che è molto benestante, ben attrezzato, molto forte, ottiene enormi somme di denaro anno dopo anno per essere corrotto. Questo denaro americano per cui l’AIPAC è responsabile di ottenere, questo denaro corrompe Israele. E quindi, a mio avviso, l’AIPAC non solo non è pro-Israele, l’AIPAC è uno dei più grandi nemici dello stato di Israele.

BLUMENTHAL: Sheldon Adelson non sarebbe d’accordo.

LEVY: Probabile. Ma non solo su questo. Sarebbe in disaccordo su ogni cosa che dico.

BLUMENTHAL: Be’, sì. Lui non sembra credere che i palestinesi esistano.

LEVY: Sono così orgoglioso di essere diverso da Sheldon Adelson. Così orgoglioso.

BLUMENTHAL: Spero di ottenere anche io questa distinzione. Un’ultima domanda, prima di concludere. Come sai, è stagione di campagna elettorale. Che idea ti sei fatto sulla campagna presidenziale degli Stati Uniti? Ci sarà uno sciopero dell’AIPAC contro Donald Trump di alcune delle figure che hai accusato di corrompere la società israeliana. Hillary Clinton è, come risaputo, la sfidante di Trump. Lo sfidante presuntuosa di Trump. Ma è anche una persona che sta ricevendo moltissimo sostegno da parte della lobby pro-Israele, e sta raccogliendo un sacco di donazioni. Vedi qualche speranza o qualcosa di altro in questa campagna elettorale?

LEVY: Prima di tutto, se dovessi scegliere tra Hillary Clinton e Donald Trump per quanto riguarda il Medio Oriente, preferirei votare per Donald Trump. Hillary Clinton sappiamo molto bene che rappresenta il supporto continuo, il cieco sostegno a priori dell l’occupazione di Israele, e tutti i suoi crimini, e tutto ciò che ne consegue. Voglio dire, Clinton è il peggio.

Donald Trump è un’incognita. Potrebbe essere una catastrofe. Ma fino ad ora ha detto alcune cose interessanti, come il voler essere neutrale. Questo è uno scandalo.

BLUMENTHAL: piuttosto radicale.

LEVY: Voglio dire, non credo che sia un uomo di giustizia, non credo che sia un uomo di moralità. Non credo che gli importi affatto, che si preoccupi dei palestinesi. Sa a malapena chi sono. In realtà, guardi alla situazione, e capisci che il Medio Oriente è ormai destinato ad almeno quattro o otto anni di stagnazione, in cui l’occupazione si svilupparà e rafforzarà ancora di più. Nulla verrà da Washington. Almeno non ufficialmente. E quindi, ancora una volta, dovremo riconsiderare al ruolo importante della società civile. Perché quando questa è l’amministrazione, l’unica speranza arriverà dai campus delle università, dalla opinione pubblica, da parte degli attivisti, dalle organizzazioni non governative, e da individui che parleranno controcorrente.

BLUMENTHAL: Sì. Ma come si fa a evitare di impazzire? Come farai a sopravvivere i prossimi quattro o otto anni? Perché io me lo chiedo in continuazione. E faccio fatica a rispondermi.

LEVY: Va bene. Chi ti ha detto che sopravviverò? Non ne sono sicuro. Scherzi a parte, è molto più facile di quanto si pensi. Perché quando credi veramente in quello che fai, non hai altra scelta. Non è che posso fare una scelta. Non ho altre scelta. Questo è ciò che credo. Questa è la mia professione, di scrivere. Questa è la missione che mi sono preso. E nessuno può cambiare. A meno che venga espulso, imprigionato, uccisom o non so che cosa altro. Ma finché io sono libero di scegliere, niente mi fermerà.

BLUMENTHAL: Beh, posso solo dire che quando ho iniziato la transizione dall’occuparmi di politica interna a scrivere su Israele e Palestina, è stata la tua voce durante l’Operazione Piombo Fuso nel 2008-2009 che veramente mi ha aiutato, che mi ha incoraggiato, e credo che ci sono innumerevoli altre persone che condividono questo sentimento.
LEVY: Grazie mille.
BLUMENTHAL: Grazie mille.
LEVY: Grazie, Max. Grazie mille. È stato un piacere.

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