Chi l’ha visto?

Checkpoint e coraggio. Forse Amleto è nato davvero a Gerusalemme

ED-img6659425

Torino 9 aprile 2016 – Redazione Invictapalestina

I giudizi  su Amleto a Gerusalemme, spettacolo che ha registrato il tutto esaurito a Torino e in altre città, sono controversi. Mentre da alcuni è descritto come un spettacolo, denso e intenso, civile e necessario, da non perdere. Uno spettacolo di verità sulla Palestina.

Da altri è giudicato umiliante per i palestinesi, in modo particolare per gli abitanti di Gerusalemme. Da un attivista di origine palestinese che vive in Italia da una decina di anni è stato giudicato persino controproducente per la causa palestinese.

Il Fatto Quotidiano così  recensisce lo spettacolo in un articolo del 7 Aprile:

Che ne sappiamo noi di parricidio, guerra, tradimento, convento? Che ne capiamo noi dell’Amleto, noi “infiacchiti, indeboliti, rammolliti, svirilizzati”, come dice Massimo Fini? Poco o niente: per questo, ma non solo, vale la pena andare a Torino a prendere ripetizioni di tragedia shakespeariana da un gruppo di ragazzi palestinesi e italiani, diretti da Gabriele Vacis […]

Su WEB si possono trovare altri commenti/presentazioni, sono commenti ripetuti e tutti uguali  ripresi dalle programmazioni dei vari teatri o dall’agenzia ANSA.

Parte il 29 marzo, dalle Fonderie Limone di Moncalieri, la tournee del nuovo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Torino, ‘Amleto a Gerusalemme/Palestinian Kids Want To See The Sea’. Di Gabriele Vacis e Marco Paolini, la regia è dello stesso Vacis, mentre scene e costumi sono di Roberto Tarasco. Lo interpretano Marco Paolini e attori palestinesi e italiani che fanno parte del Progetto Internazionale dello Stabile torinese.
Patrocinato del Ministero degli Affari Esteri, il lavoro vede riuniti due grandi del teatro italiano, Vacis e Paolini appunto, intorno ad un’idea nata nel 2008 al Palestinian National Theatre di Gerusalemme, in occasione di un laboratorio di teatro per giovani palestinesi, poi continuato in Italia, intorno all’Amleto. “In questa opera – spiega Vacis – ci sono tutte le sfaccettature della vita, anche vissuta in Palestina: i riti di passaggio, il rapporto uomo-donna, il conflitto con la famiglia e tra generazioni, la rabbia, la pazzia, l’amore”.(ANSA).

 

Questa è una nota di ISM-Italia

Su Amleto a Gerusalemme 

Amleto a Gerusalemme è un singolare esempio di teatro civile e necessario, di teatro vivo e immediato, di teatro capace di porre domande e di sollevare dubbi.

Domande non solo sulla condizione dei palestinesi, vittime delle vittime, ma sul passaggio d’epoca che ci vede sospesi in un equilibrio assai instabile, sull’orlo di un precipizio.

Le stesse domande che ha posto a tutti noi la madre di Giulio Regeni, torturato a morte al Cairo.

Vincenzo Consolo, prima del G8 di Genova del 2001, nell’incontro “La Spezia per il G8 – il potere della letteratura”, ebbe a scrivere:

Gli oligarchi del Globo, gli imperatori dell’Universo, 

il vertice olimpico d’una oscena piramide, 

i grandi, i potenti, i prepotenti della Terra, 

artigli e zanne d’acciaio, 

s’incontrano oggi nella fortezza blindata 

d’un palazzo ducale, 

nella Genova d’una Italia fino a ieri stracciona, 

ora arricchita e proterva, governata dall’uomo più ricco, 

dall’assoluto padrone della caverna di ombre e d’inganni, 

dei messaggi avvilenti del consumo delle laide merci. 

Questi teologi del mercato, 

questi fondamentalisti del liberismo economico 

decidono, nel loro conclave, 

quali foglie e germogli far sbocciare sulla terra, 

quali deserti creare, 

quali popoli sterminare per malattie e per fame, 

quali disgustosamente ingrassare. 

Uniformano, questi duci degli stati eminenti, 

ogni plaga del mondo, 

omologano colture e culture, 

cancellano storia, memoria, poesia. 

Spengono ogni luce, diversità, 

sopprimono lucciole, farfalle, scrosci d’acqua, suoni di flauto. 

Privano l’uomo d’anima, fantasia, bellezza: 

This is the way the world ends (Eliot) 

(In questo modo il mondo finisce) 

questo aveva profetizzato il poeta. 

In questi tempi oscuri l’indifferenza coincide con la complicità. 

 

Alfredo Tradardi

ISM-Italia,Torino, 3 aprile 2016

http://www.ism-italia.org

info@ism-italia.org

 

A questo punto sarebbero interessanti i commenti di quanti hanno assistito allo spettacolo, anche per fare il punto sulla situazione e non correre  dietro ai soli giudizi dei MEDIA che in altre occasioni hanno ripetutamente oscurato la Palestina o informato in modo fuorviante, in perfetta linea con molti editori e politici italiani.

Invictapalestina ha espressamente chiesto la possibilità di registrare parte dello spettacolo durante la replica del 2 maggio a Cascina di Pisa, finora non abbiamo ancora ricevuto risposta.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...