Studenti denunciano la diffusione di messaggi d’odio da parte di un gruppo pro-israele alla Columbia University

Ali Abunimah Lobby Watch 3 March 2016

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Studenti alla Columbia University riferiscono che una manifestazione di Students Supporting Israel comprende immagini e messaggi razzisti e antisemiti. (via Facebook)

Studenti della Columbia University hanno espresso la loro preoccupazione agli amministratori a proposito di quella che considerano l’esposizione di messaggi razzisti ed umilianti da parte di un gruppo di manifestanti, a capo del quale ci sarebbe un militare che ha preso parte al massacro avvenuto a Gaza nel 2014.

Il ramo del club degli Students Supporting Israel (Studenti in Supporto d’Israele) della Columbia University questa settimana ha affisso una serie di grandi cartelloni sulla College Walk, un viale centrale della prestigiosa istituzione di New York.

La mostra è stata ideata come risposta ad una rappresentazione del muro di separazione d’Israele eretta da Columbia Students for Justice in Palestine (Studenti della Columbia per la Giustizia in Palestina) da Jewish Voice For Peace (Voce Ebraica per la Pace) come parte di un tabellone informativo in occasione della Settimana dell’Apartheid Israeliana.

Students Supporting Israel è finanziata da un noto islamofobo.

 

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Rudy Rochman di Students Supporting Israel in compagnia del finanziatore anti-palestinese miliardario Sheldon Adelson (via Facebook)

Il suo ramo relativo alla Columbia University è capitanato da Rudy Rochman, che ha preso parte all’invasione israeliana di Gaza nell’estate del 2014 che ha ucciso oltre 2200 palestinesi, inclusi più di 550 bambini.

 

Attualmente uno studente del corso di studi generici, Rochman ha postato un video su Facebook di lui stesso insieme ad altri membri della sua unità militare mentre ballano e cantano: “La nazione ebraica vive” come i soldati erano soliti fare prima di entrare a Gaza per prendere parte al massacro.

Più recentemente, Rochman ha promosso la necessità di vendetta contro i palestinesi. In occasione dell’impennata dello scontro a partire dalla fine dello scorso anno tra i palestinesi e gli occupanti israeliani nella West Bank, Rochman ha fatto appello  al governo israeliano scrivendo: “Per favore, muovetevi a portare fuori la spazzatura, la puzza è insopportabile!”
Rochman ha postato anche una propria foto in compagnia di Sheldon Adelson , un milionario magnate dei casinò che finanzia il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu e il partito repubblicano americano.
Rochman è anche membro  della Alpha Epsilon Pi, una fratellanza di destra con stretti legami con i gruppi lobbistici israeliani.
Il ramo della fratellanza appartenente alla University of Chicago recentemente ha conquistato i titoli dei giornali  per una fuga di email che ha rivelato le sue posizioni razziste interne contro afroamericani e musulmani.
Un altro membro di Students Supporting Israele alla Columbia è Alexandra Markus, una studentessa di pedagogia che si è rivolta agli attivisti di Jewish Voice For Peace definendoli “kapò” , un termine usato per descrivere gli ebrei che collaborarono col genocidio nazista durante la Seconda Guerra Mondiale.
Markus si è anche offerta  di aiutare Canary Mission, il gruppo in odore di maccartismo che raccoglie informazioni sugli attivisti solidali pro-palestina nei campus, con l’obiettivo di rovinare le loro carriere future.

Rudy Rochman e Students Supporting Israel at Columbia University non hanno risposto alla richiesta di rilasciare un commento per The Electronic Intifada.

“Razzista e riduttivo”

Shezza Abboushi Dallal, un membro di Columbia Students for Justice in Palestine (SJP), ha raccontato a The Electronic Intifada che la sua organizzazione ha scritto a Melinda Aquino, la Preside associata per il multiculturalismo, per esprimere preoccupazione verso la manifestazione di Students Supporting Israel come un insieme di “immagini pesantemente razziste e riduttive” in una importante sede del campus.
“Questa non è una pratica di linguaggio politico ma sfacciato incitamento al razzismo, non solo verso i palestinesi ma verso gli arabi ed i musulmani in generale.” Ha aggiunto Abboushi Dallal, una studentessa del quarto anno del Barnard College, istituto gemellato alla Columbia.

Joseph Massaw, Professore alla Columbia University ha avuto modo di osservare la mostra di Students Supporting Israel e di descriverla a The Electronic Intifada.

“Mentre mi dirigevo verso l’aula, ho intravisto due grandi cartelli sulla College Walk, affacciati verso la Columbia’s Low Library, l’edificio amministrativo universitario dove si trovano gli uffici del Presidente e degli  amministratori universitari” ha raccontato Massad. “Uno dei cartelloni aveva come titolo “Rifugiati Ebrei” stampato a larghe lettere con una grande immagine sottostante che appariva essere quella di un rifugiato ebreo della metà o della fine degli anni ’40, e vicino ad esso un altro cartello con il titolo “Palestinesi” sotto il quale apparivano due uomini incappucciati che si preparavano a mettere a morte un terzo uomo.”

“Sono rimasto scioccato da queste rappresentazioni razziste” ha dichiarato Massad. “Mi è parso ci fossero anche altre scritte più piccole e altre fotografie più piccole sotto le foto più grandi sui cartelloni, ma non sono riuscito a vederle.”

Massad pensa che la contrapposizione mostrata avrebbe l’intenzione di mandare il messaggio secondo cui gli ebrei sarebbero le sole vittime con cui simpatizzare e i Palestinesi i selvaggi assassini.
” Immaginate se un gruppo pro-palestinese mettesse un poster con la scritta “Ebrei” e sotto di essa mostrasse due soldati israeliani mentre picchiano, torturano ed uccidono un bambino palestinese, come sola immagine e testi visibili da lontano” ha aggiunto Massad.

“Un simile poster sarebbe giustamente condannato come una foto apertamente antisemita che riduce l’intera comunità ebraica all’atto commesso dai soldati israeliani criminali rappresentati nell’immagine” ha continuato. “Sono scioccato che un tale razzismo possa essere espresso in un campus universitario da un gruppo pro-israeliano senza alcuna rapida risposta ufficiale.”

 

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Un altro cartellone compreso nella manifestazione di Students Supporting Israel mostra i soldati israeliani come un insieme di persone amichevoli e sorridenti. (Shezza Abboushi Dallal)

Massad ha detto che camminando ad una certa distanza accanto al lato opposto allo stand di Students Supporting Israel ha avuto l’opportunità di vedere altri cartelloni più piccoli ed un altro grande cartellone dal titolo “Arabi Israeliani”. Quest’ultimo rappresentava una grande immagine di un vecchio contadino palestinese con la sua kefiah (la tradizionale sciarpa a quadri) sul suo volto sorridente, cosa che ha immediatamente riportato alla mia mente le rappresentazioni razziste degli schiavi afroamericani felici nella propaganda del Ku Klux Klan.”

Secondo Massad, l’immagine ha lo scopo di fare “whitewashing”, cioè di rendere ipocritamente accettabili  le dozzine di  leggi israeliane che discriminano i cittadini palestinesi non ebrei della nazione.

Violenza aerografata

Uno dei posters paragona Ze’ev Jabotinsky, il fondatore del Sionismo Revisionista, la più radicale e violenta scuola del Sionismo, oggi seguita dal Likud, il partito del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyhau, ad Eldrige Cleaver, uno dei primi leader del Black Panther Party.
Nei suoi ultimi anni di vita, Cleaver dimise il suo appoggio delle battaglie anti-colonialiste e divenne un repubblicano, un cristiano evangelista e un sionista.

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Un cartellone di Students Supporting Israel mette in relazione la colonizzazione della Palestina alla battaglia per la liberazione dei neri negli Stati Uniti. (Shezza Abboushi Dallal).

Mentre dipinge tutta la resistenza palestinese all’occupazione ed alla colonizzazione israeliana come “terrorismo”, Students Supporting Israel copre i precedenti penali di Cleaver, che durante un’imboscata sparò a due poliziotti di Oakland.
Confrontando la violenza coloniale sionista usata per conquistare la terra degli indigeni palestinesi con la battaglia dei neri contro la supremazia dei bianchi, uno dei poster dichiara: ” Sia Ze’ev Jabotinsky che Eldridge Cleaver promuovevano tattiche controverse all’interno delle loro rispettive battaglie per la liberazione del loro popolo, entrambi avevano lo stesso obiettivo di libertà e rivoluzione, ed entrambi erano profondamente devoti alla causa del sionismo.”

Doppi standards?

Abboushi Dallal del SJP’s riferisce che la sua organizzazione si sarebbe lamentata con gli amministratori della manifestazione degli Students Supporting Israel. Ricorda che nel 2014 gli amministratori della Barnard si mossero molto celermente nel rimuovere uno striscione collocato dal suo gruppo, anche se era stato precendentemente autorizzato.
Lo striscione diceva semplicemente ” Supporta la Giustizia in Palestina” e riportava i confini geografici della Palestina con accuratezza storica. La Columbia SJP si lamentò che lo striscione fosse stato rimosso dall’amministrazione del Barnard College, crollata in seguito alla pressione esercitata da altri gruppi, violando i diritti di esercizio libero di parola.

“Non c’è confronto tra il modo in cui trattano il nostro gruppo studentesco ed il modo in cui trattano i supporters d’Israele” dichiara Abboushi Dallal. ” Non appena parte la minima lamentela o reazione negativa da parte dei sionisti del campus, dei loro genitori o finanziatori, su qualcosa che potrebbe essere eliminata o presa in considerazione dall’amministrazione, la risposta è immediata.” ha aggiunto.

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Presa in giro del muro Israeliano eretta nel campus dai Columbia Students for Justice in Palestine. (Shezza Abboushi Dallal)

Abboushi Dallal dice che il suo gruppo rispetta la libertà di parola per tutti e, a differenza dei gruppi pro-israele, raramente si lamenta ufficialmente con le autorità universitarie a proposito delle attività degli oppositori politici.
Ma Abboushi Dallal ritiene che Students Supporting Israel abbia passato la linea.

“Piazzare un enorme cartellone nel mezzo del campus che dice “Palestinesi” e mostra l’immagine di due uomini che ne uccidono un terzo e farne la più visibile rappresentazione del palestinesi, questo è fomentare odio razziale.”
Eva Kalikoff, una studentessa del quarto anno e membro della presidenza di Jewish Voice For Peace (JVP) per la Columbia/Barnard ha descritto la manifestazione come “incredibilmente razzista e piena di immagini orrende” ed ha confidato a The Electronic Intifada che anche la sua organizzazione starebbe pensando di presentare una protesta ufficiale all’università.
Kalikoff dice di aver notato che Students Supporting Israel avrebbe acquisito immediata visibilità in seguito al lancio di una campagna nello scorso mese per fare appello alla Columbia in supporto del disinvestimento dalle compagnie che traggono profitto dall’occupazione della terra palestinese e da altri abusi dei diritti umani.
La campagna Columbia University Apartheid Divestment ha ricevuto una bella spinta questa settimana ricevendo l’appoggio di ben 50 membri della facoltà.

Marionette antisemite

Il più grande e forse il più bizzarro elemento della manifestazione di Students Supporting Israel era un pupazzo gonfiabile gigante di Pinocchio.

Massad ha riferito di essere stato molto colpito dal pupazzo perché molto strano da esporre, vista la sua correlazione ad echi di antisemitismo.

“Come ebrea sono stata educata all’idea che Pinocchio fosse un tropo antisemita  “ha detto Kalikoff del JVP ” Questa idea del personaggio il cui naso cresce con le bugie che dice era considerata una caricatura antisemita” ha aggiunto, solo la propaganda antisemita ha storicamente descritto gli ebrei come bugiardi con nasi grottescamente sovradimensionati. “La definirei una immagine esplicitamente ed apertamente antisemita per mostrarla sulla College Walk.”
Abboushi Dallal dice che in seguito fu chiesto da parte della sicurezza del campus a Students Supporting Israel di sgonfiare il pupazzo ma che lei crede sia accaduto solo perché violava le regole di sicurezza e non per il suo significato.
Non è la prima volta che un gruppo filo-israeliano usa un pupazzo antisemita. Nel 2011 il gruppo lobbistico israeliano Iran180 ha guidato un carro allegorico al Pride di San Francisco con l’effige gigante del presidente dell’Iran, Mahmoud Ahmadinejad nell’atto di essere sodomizzato. Il commentatore Scott Long, che ha paragonato il carro ad una scena di stupro, ha notato  il volgare immaginario antisemita nella rappresentazione di Ahmadinejad con un gran naso, dagli occhi piccoli e penetranti ed effeminato.

In seguito Iran180 si è scusato per la rappresentazione grottesca.
Finanziato da islamofobi

Students Supporting Israel si dipinge come un movimento ad iniziativa locale dal basso per controbattere il crescente movimento per i diritti dei palestinesi nei campus statunitensi, in particolare per opporsi alle campagne per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni, ma assomiglia molto di più ad una facciata creata artificialmente e supportata finanziariamente dalle lobby strettamente legate al governo israeliano.
Registrata negli Stati Uniti come una organizzazione nonprofit, Students Supporting Israel sostiene che la fondazione sia avvenuta a  Minneapolis nel 2012  da Ilan Sinelnikov e Valeria Chazin, che sarebbero fratello e sorella. Sostiene di avere 45 collettivi negli Stati Uniti.

Insieme ad un altro membro fondatore, Naor Bitton, Sinelnikov e Chazin hanno ricevuto un riconoscimento  per il loro lavoro dal consolato israeliano a Chicago nel 2015.

Bitton di recente è stato un consigliere della missione diplomatica israeliana  alle Nazioni Unite a New York.

Sinelnikov precedentemente deteneva una Hasbara Fellowship, una posizione in un programma supportato dal governo israeliano  e finalizzato  a “creare ambasciatori di Israele nei campus universitari.

Chazin ha detto che Students Supporting Israel mira a “costruire coalizioni” con studenti “interessati ai diritti delle donne, ai diritti LGBT e alla green technology” superando le divisioni tra democratici e repubblicani.

Eppure i leaders del gruppo sono chiaramente allineati con il governo israeliano di estrema destra e con l’immaginario islamofobico in  USA.

adamStudents Supporting Israel è finanziato e appoggiato  da Adam Milstein, un criminale condannato  che di nascosto ha foraggiato gli studenti alle elezioni alla UCLA con lo scopo di promuovere candidati a favore di Israele.
Milstein ha una lunga storia di dichiarazioni islamofobe, incluse le accuse al Presidente Barack Obama di “coccolare l’Islam”.

 

 

 

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@SSI_Movement & Milstein Family Foundation spreads positive message about #Israel on campus

Gli studenti della Columbia sono preoccupati all’idea che Students Supporting Israel possa essere un veicolo per portare una danarosa fonte di odio razziale nel loro campus.

“La maggior parte dei membi non erano neppure studenti” ha detto Abboushi Dallal a proposito delle persone che ha osservato girare intorno alla manifestazione di Students Supporting Israel. ” Erano membri più vecchi, che urlavano agli studenti che tentavano di avere chiarimenti a proposito dell’utilizzo del pupazzo di Pinocchio o di alcuni dei cartelloni. ”

“Ho la convinzione che la mia università sia responsabile di assicurare che i messaggi di odio da parte di singoli o di organizzazioni non siano in grado di brandire l’autorità o il potere per creare un ambiente pericoloso” ha scritto Abboushi Dalal a Melinda Aquino, la Preside per gli affari multiculturali.

“Il clima politico e sociale in questa Nazione diventa sempre più ostile verso Musulmani ed arabi, non dovrebbe esserci assolutamente alcuno spazio per questo genere di stereotipo e di inviti alla violenza in questa istituzione accademica” ha aggiunto.
Resta da vedere come la Columbia University risponderà.
L’università è venuta a conoscenza della richiesta di The Electronic Intifada di rilasciare un commento ma non è riuscita a consegnare una replica nei tempi concordati.

trad. L.Pal

fonte: https://electronicintifada.net/blogs/ali-abunimah/students-say-pro-israel-group-spreads-hate-columbia-university

 

ali

Ali Abunimah

Co-founder of The Electronic Intifada and author of The Battle for Justice in Palestine, now out from Haymarket Books. Also wrote One Country: A Bold-Proposal to End the Israeli-Palestinian Impasse. Opinions are mine alone.

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