NAPOLI 10 TRIESTE ZERO

ovo

TRIESTE

Una lettera dell’Ambasciata israeliana ordina al Comune di Trieste di boicottare un importante convegno sulla Palestina. Il Comune obbedisce. Segue intervento del Sindaco di Napoli durante un analogo convegno patrocinato dalla Città e svolto al Castel dell’Ovo. L’intervento di De Magistris è stato registrato e poi sbobinato integralmente da Invictapalestina.

I Fattacci

dall’intervista di Jacopo Venier all’associazione Salaam i ragazzi dell’olivo.

cosolini

Veniamo ai fatti. A Trieste opera da ormai molti anni l’Associazione Salaam i ragazzi dell’Olivo. Lo scopo di questa associazione è di dare assistenza alla popolazione palestinese e diffondere informazioni sulla situazione in terra di Palestina. Salaam quest’anno ha lavorato per moltissimi mesi ad un importante convegno internazionale che ha visto riunite personalità provenienti dalla Palestina, da Israele, dagli USA ed ovviamente dall’Italia. Per organizzare un così prestigioso appuntamento l’Associazione si è rivolta al Comune di Trieste chiedendone l’appoggio. Il Comune ha valutato la proposta ed i contenuti della stessa comprese le personalità coinvolte ed ha concesso, non solo il patrocinio, ma addirittura la coorganizzazione dell’iniziativa. Tutto questo sino a quando, pochi giorni prima del convegno, non è intervenuta l’Ambasciata di Israele in Italia.

Con una lunga lettera (che è stata fatta vedere ai rappresentanti di Salaam) Israele, tramite la sua ambasciata, pretendeva che il Comune ritirasse ogni appoggio al convegno sulla Palestina. Il Sindaco di Trieste, Roberto Cosolini del PD, invece di rimandare al mittente un tale vergognoso atto di ingerenza nell’attività di una istituzione della Repubblica italiana, ha obbedito all’imposizione ritirando il logo del Comune e quindi la partecipazione delle istituzioni cittadine all’iniziativa.

Di seguito la lettera del vicesindaco Fabiana Martini, sempre del PD, agli organizzatori.

Gentile Presidente, con riferimento al convegno in oggetto, in programma sabato 28 novembre all’Auditorium del Museo Revoltella, a seguito della segnalazione da parte dell’Ambasciatore d’Israele della presenza tra i relatori di rappresentanti di gruppi considerati vicini ad alcune organizzazioni terroriste, sono a comunicarLe che l’Amministrazione non intende più partecipare all’evento e ad invitarLa d’ora in poi a non spendere il logo del Comune di Trieste nelle comunicazioni e negli atti inerenti quest’iniziativa. Ciò al fine di non coinvolgere l’Ente in situazioni che possono apparire o risultare contrarie al processo di pace. Cordialmente. Fabiana Martini

NAPOLI

demagistrisIntervento del Sindaco Luigi de Magistris al convegno organizzato il 28 novembre da Pax Christi a Napoli.

Buona sera, Ci tengo a darvi un saluto breve ma di cuore. Innanzitutto siamo felici di aver patrocinato questa iniziativa così bella ma anche per aver contribuito per poterla fare in uno dei luoghi più belli della nostra città, vicino al mare che ha un significato molto importante in queste giornate. Ringrazio per l’invito.

Vorrei incominciare dal fatto che ho avuto il privilegio di essere testimone di tante cose di cui sono certo avete parlato questa mattina e ne sentivo parlare poco prima. Come sindaco di Napoli mi sono recato due volte in Palestina e ho avuto anche il privilegio della cittadinanza onoraria palestinese distinta col passaporto onorario numero sei di cui ovviamente avverto il peso della responsabilità.

Ho potuto constatare e vedere ciò che prima come magistrato, poi come sindaco poi come abitante di questa terra ho potuto verificare. Innanzitutto vorrei partire da una prima considerazione che è quella che sembra la più ovvia:

Finché non ci sarà il riconoscimento di due stati autonomi e indipendenti che possono vivere rispettandosi reciprocamente, non si potranno avere le condizioni di pace, di serenità e di sicurezza reciproca.

Poi voglio sottolineare un aspetto che a violenza non si deve mai rispondere con violenza; è anche vero che quando ho visto praticare colonizzazioni selvagge senza senso nei luoghi storici della Palestina, dal Monte degli Ulivi alla terra così cara a quel popolo, dobbiamo non essere ipocriti. Io sono un uomo di pace, sono un giurista, sono un magistrato, sono sindaco della città che fa della pace il suo obiettivo e immagino cosa possa accadere se un giorno viene qualcuno nella nostra terra e ci sradica tutto; il diritto alla resistenza è un tema sul quale ci dobbiamo confrontare sinceramente.

Io sono credente e sono rimasto molto colpito quando ho passato il Natale di 3 anni fa nella chiesa della Natività con Padre Ibrahim Faltas, passare i checkpoint, vedere il muro e poi quando sono ritornato l’anno dopo altri muri in costruzione… sono immagini che non dimenticherò mai.

Un’altra cosa che voglio dire e che trovo molto grave che nella nostra civiltà occidentale si sia costruito un diritto che considera reato una persona per il semplice fatto di essere clandestino.

Anche qui dobbiamo stare molto attenti, io personalmente l’ho anche scritto insieme al sindaco di Palermo, sono contrario al permesso di soggiorno, per un motivo molto semplice:

Sono dell’idea che le guerre che noi occidentali abbiamo combattuto negli ultimi 20 anni, dall’Iraq all’Afghanistan, dalla Libia ai Balcani, sono state guerre illegali. Guerre illegali fatte di violazioni degli articoli 10 e 11 della Costituzione e di tutte le Carte più rilevanti del diritto internazionale. Siccome quelle guerre, tra i vari effetti collaterali, hanno prodotto tragedie umanitarie senza precedenti, tante persone lasciano i loro villaggi bombardati o perché non hanno da vivere.

Io come giurista di un paese come l’Italia che fa parte dell’Unione Europea e che per alcuni aspetti ci possiamo considerare la culla del diritto, trovo particolarmente grave il fatto che si dica a queste persone “non puoi attraversare il Mediterraneo, lo puoi fare esclusivamente se hai il permesso di soggiorno”. A questo proposito voglio ricordare quei pescatori che qualche hanno fa trasgredirono le leggi dello stato e che tra il rispetto della legalità formale e il senso etico e di giustizia fecero prevalere, con grande senso di umanità, la giustizia sulla legalità formale.

In questi giorni si parla tanto di ISIS, in un momento in cui mutano le alleanze da parte dei governi occidentali, una volta il nemico era Saddam, poi l’Iran, adesso l’Iran è un amico, gli Hezbollah libanesi erano i nemici adesso sono gli amici, in Libia era necessario bombardare Gheddafi per portare la democrazia occidentale… io credo che l’ISIS sia un effetto collaterale, voluto o no, di tante guerre ingiuste volute dall’occidente.

Parlando della città che vi ospita, so che la nostra città ha tanti difetti, ha tante sofferenze, ma so per certo che non innalzerà mai un muro e non costruirà mai recinti con filo spinato.

Per noi è una vergogna che in questo momento paesi europei stiano innalzando muri nel cuore dell’Europa, dall’Austria alla Bulgaria, alla Slovenia, alla Romania, nella nostra civiltà si devono costruire comunità di convivenza.

Qualche giorno fa con le tante associazioni della nostra città abbiamo fatto una delibera di giunta che definisce il Porto di Napoli “Porto denuclearizzato”. Abbiamo sostanzialmente detto che non vogliamo che si facciano esercitazioni militari della NATO all’interno del nostro mare, non vogliamo sommergibili nucleari, non vogliamo portaerei, non vogliamo che in questo mare si produca la più grande esercitazione militare dalla caduta del muro di Berlino.

L’esperienza ci insegna che con il dialogo, con l’armonia, con la contaminazione, con l’accoglienza, con la solidarietà, con la fratellanza, con la comprensione, con la fatica anche dell’ascolto, noi sicuramente costruiamo comunità migliori. Dobbiamo sostituire all’indifferenza generale, al pregiudizio, la valorizzazione delle differenze. Fa molta tristezza che la nostra Europa capace di creare in poco tempo prima una globalizzazione finanziaria ed economica, poi la moneta unica, ma è una Europa rimasta indietro nella realizzazione di un nuovo umanesimo, nella globalizzazione delle persone, nella globalizzazione dei diritti. Siamo stanchi di vedere che il nostro mare Mediterraneo continua ad essere un mare di sangue, un mare di odio. Nella nostra Italia   ci sono ancora esponenti politici che praticano politiche razziste, di respingimento, che si mettono sulle magliette una ruspa. Nella nostra città tanto bistrattata noi vogliamo accogliere.

È bello vedere che nella nostra città, nelle nostre scuole c’è sempre più integrazione tra napoletani, Rom, persone di religione islamica, ebraica, cattolica, buddisti. La nostra città vuole integrarsi in questo modo, sarà il mare che ti libera la mente, saranno le radici che sono una mescolanza di angioini, arabi, aragonesi, normanni; a noi non ci tireranno in questa nuova guerra fredda, noi vogliamo essere amici degli americani e amici dei russi allo stesso tempo. La logica del nemico, dell’avversario, non ci piace, pensiamo che la cultura dell’amore debba prevalere su quella dell’odio, dell’indifferenza, del pregiudizio.

Cerchiamo di togliere le catene e confini per realizzare politiche di beni comuni, per creare processi di pace, di solidarietà di accoglienza. Questo vale in particolare in questo momento storico che attraverso queste strategie del terrore si potrebbe aprire la strada e una nuova stagione pericolosissima di politiche securitarie con pericolose convergenze: da una parte strategie terroristiche barbare, devastanti, criminali e dall’altra una strategia   per comprimere le libertà, reprimere il dissenso, farci chiudere in casa. Sono convinto che la strategia del terrore sarà piegata e repressa da una grande forza di amore e solidarietà che partirà dai nostri popoli.

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