13 settembre 1993: Israele e l’OLP siglano gli Accordi di Oslo.

La debolezza dei Palestinesi – esausti, distrutti a livello finanziario, ignorati a livello diplomatico – ha portato all’accettazione di un accordo che presto significherà per le generazioni più giovani un tradimento alla loro richiesta di autodeterminazione?

Di Richard Kreitner

Yitzhak Rabin, Bill Clinton, and Yasser Arafat shaking hands at the Oslo Accords signing ceremony. (White House)
Yitzhak Rabin, Bill Clinton, and Yasser Arafat shaking hands at the Oslo Accords signing ceremony. (White House)

Gli accordi di Oslo sono stati firmati in questa data, nel 1993, l’avvio del cosiddetto “processo di pace” tra Israele e Palestina. The Nation è in gran parte scettica – arrivando a confrontare l’accordo con il Trattato di Versailles, sul quale  la rivista si era schierata vigorosamente contro – e, col senno di poi, ha avuto ragione.
Per il momento c’è ottimismo ma è prematuro festeggiare.

Infatti, anche se le fasi iniziali della trattativa israelo-palestinese vanno verso un avvio regolare, che non è assicurato, ci saranno molti ostacoli lungo il percorso. Gli estremisti di entrambe le parti si oppongono al processo. Da parte palestinese vi è incertezza su quanto questa resistenza sarà forte, e se sarà placata o intensificata dall’ autogoverno palestinese limitato e immaginato. Molto dipende dal fatto che la violenza può essere ridotta su entrambi i lati, e dal fatto che l’assistenza economica sia abbastanza generosa per portare miglioramenti tangibili nella vita quotidiana di quei palestinesi che potrebbero finalmente emanciparsi da decenni di occupazione israeliana….

Vi è una profonda, sfida più sottile al piano di pace: La debolezza dei Palestinesi – esausti, distrutti a livello finanziario, ignorati a livello diplomatico – ha portato all’accettazione di un accordo che presto significherà per le generazioni più giovani un tradimento alla loro richiesta di autodeterminazione?

La leadership israeliana deve puntare su una solida maggioranza del proprio popolo e sulla saggezza per negoziare tali questioni irrisolte come la portata e i tempi del ritiro israeliano, il futuro dei profughi palestinesi, l’eventuale disposizione degli insediamenti israeliani, la transizione dall’autonomia alla sovranità per il Palestinesi e l’internazionalizzazione parziale di Gerusalemme. Se gli israeliani non sono pronti su questi temi vitali, i palestinesi probabilmente si sentiranno presi in giro e umiliati e riprenderanno la lotta armata, probabilmente sotto la guida molto più militante di quella di Yasser Arafat.

Qui, dobbiamo ricordare come le dure imposizioni di Versailles alla Germania dopo la prima guerra mondiale ha aperto la strada per ultranazionalismo nazista, perversioni razziste e militarismo. Le  amare ironie di tale confronto dovrebbero incoraggiare Israele e suoi amici, in particolare gli Stati Uniti, a soddisfare le aspirazioni dei palestinesi per una reale indipendenza e sovranità. Ciò fornirebbe a Israele la sicurezza  di gran lunga migliore, e meno dolorosa, che abbia mai conosciuto.

13 settembre 1993

trad. Invictapalestina.

fonte: http://www.thenation.com/article/september-13-1993-israel-and-the-plo-sign-the-oslo-accords/

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