CALL FOR INTERNATIONAL VOLUNTEERS

Foto di Archivio: Gaza Novembre 2014
Foto di Archivio: Gaza Novembre 2014

Durante i mesi di luglio e agosto, c’è stata un’escalation di violenza da parte dei coloni israeliani illegali e l’esercito israeliano verso i palestinesi. Ism sta inviando una chiamata urgente per i volontari di unirsi a noi in palestina. Tutte le info nella sezione del nostro sito ism o e-mail a palreports@gmail.com per maggiori informazioni.
Su base settimanale, le persone di tutta la West Bank vengono arrestate senza accuse, irruzioni durante la notte, ulteriori case sono state demolite, i coloni hanno aumentato la violenza nella città di Hebron e in altri villaggi, e la marina militare israeliana ha aumentato il numero di attacchi verso la popolazione di Gaza e soprattutto verso  i pescatori.

traduzione a cura di ISM-Italia, testo in inglese (english text) http://palsolidarity.org/join/


Unitevi all’ISM in Palestina può essere scaricato come file pdf: Unisciti a noi in Palestina
Vi ringraziamo per aver mostrato interesse a unirvi a noi in Palestina nella resistenza non-violenta per porre fine all’occupazione israeliana! Si tratta di una decisione e di un impegno importanti, che apprezziamo molt
Vi preghiamo di prendervi il tempo di esaminare il materiale contenuto in questa sezione. Speriamo che risponda a gran parte delle vostre domande principali riguardo alla collaborazione con l’ISM. Se avete ulteriori domande che non trovano qui risposta, vi preghiamo di contattarci e saremo felici di rispondervi e mettervi in contatto con il gruppo di appoggio più vicino a voi.
Non vediamo l’ora di incontrarti in Palestina!
In solidarietà,
ISM Palestine
Informazioni e suggerimenti di viaggio
Il primo passo è arrivare qui! Le informazioni che seguono rappresentano una breve panoramica sulle principali vie di accesso alla Palestina, sul chi contattare all’arrivo, dove alloggiare, come muoversi ecc.
Il viaggio
Le autorità israeliane controllano tutti i valichi di accesso alla Palestina e in passato hanno negato l’accesso a viaggiatori giunti a tutti questi posti di frontiera. Altri visitatori, compresi membri dell’ISM, sono stati invece autorizzati a varcare questi confini.
Anche se le autorità israeliane negano di avere una politica di diniego all’ingresso di tutte le persone collegate all’ISM, i viaggiatori che si identificano al personale israeliano di frontiera come volontari dell’ISM si vedono negare, quasi senza eccezioni, l’ingresso da parte delle autorità israeliane. Queste inoltre impediscono spesso l’ingresso anche ad altri attivisti dei diritti umani, a personale delle ONG e a individui che manifestano interesse a visitare i palestinesi e i Territori Occupati o manifestano simpatia per la causa palestinese.
I visitatori che vengono qui in solidarietà con il popolo palestinese e/o per sostenere la resistenza palestinese non-violenta devono affrontare una situazione difficile. Se dichiarano lo scopo della loro visita al personale israeliano di frontiera, ammettendo qualsiasi tipo di rapporto con l’ISM, molto probabilmente si vedranno negato l’ingresso. Se adducono altre ragioni per la loro viaggio, possono anche venire accusati di mentire alle autorità israeliane, vedendosi così impedito l’ingresso per questa ragione.
Di fronte a questo dilemma, alcuni attivisti decidono di non parlare dei loro obiettivi di attivisti, adducendo invece altre ragioni per il loro viaggio, come per esempio visitare la Terra Santa, andare a trovare un amico israeliano, turismo, ecc. In genere questi attivisti elaborano un piano chiaro per la loro visita, compresi i luoghi dove alloggeranno in Israele e i nomi, gli indirizzi e i numeri di telefono delle persone che andranno a trovare (senza menzionare le visite a palestinesi).
Il fatto di avere con voi del materiale dell’ISM causerà molto probabilmente il diniego d’ingresso da parte delle autorità. È probabile che il vostro bagaglio venga perquisito al vostro arrivo all’aeroporto o alla frontiera. Anche solo avere del materiale riferito ai palestinesi e alla Palestina vi rende molto più soggetti a interrogatori prolungati e alla fine a vedervi negare l’ingresso.
Esistono diversi modi per raggiungere la Palestina:
attraverso l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv
attraverso la Giordania (Ponte di Allenby -Allenby Bridge-, Ponte di Sheikh Hussein -Sheik Hussein Bridge- oppure passando da Aqaba)
passando da Taba, in Egitto
Gli attivisti che scelgono di identificarsi presso le autorità israeliane come volontari dell’ISM dovrebbero arrivare attraverso l’aeroporto Ben Gurion. Dovrebbero inoltre essere preparati all’arresto immediato al loro arrivo e poi a resistere ai tentativi di espulsione, mentre viene presentato un ricorso legale presso i tribunali israeliani. Dovreste prendere in considerazione l’idea di informare un avvocato e/o l’ISM prima del vostro arrivo se avete intenzione di dichiarare alle autorità palestinesi di frontiera che vi unite all’ISM.
Chiunque venga fermato all’aeroporto e si veda negato l’ingresso, verrà messo in una cella di detenzione provvisoria finché le autorità riescono a imbarcarlo/a su un volo di ritorno al punto di partenza. In genere questo avviene nel corso di ventiquattr’ore, a meno che l’attivista non si rifiuti di salire sull’aereo e/o avvisi il personale di volo che non seguirà le istruzioni per il decollo.
Se vi identificate come membri dell’ISM e arrivate passando dai valichi terrestri giordani o egiziani, è probabile che veniate respinti in Giordania o in Egitto senza possibilità di fare ricorso al diniego d’ingresso.
Arrivare attraverso Tel Aviv
Dopo aver superato il controllo di frontiera ed essere entrati nel paese all’aeroporto Ben Gurion, troverete una navetta per Gerusalemme sulla destra, appena usciti dalle porte dell’aeroporto. Si tratta di uno shuttle (navetta) che aspetta di riempirsi (di 10 passeggeri in linea di massima) e poi si dirige a Gerusalemme per un costo di 40 nuovi shekels israeliani (New Israeli Shekels, NIS) a testa (circa $10). A Gerusalemme i viaggiatori vengono fatti scendere dove chiedono. Dovreste chiedere della Porta di Damasco (Damascus Gate), anche se alcuni autisti si rifiutano di andarci. In tal caso, chiedete della Porta Nuova (New Gate), la più vicina alla Porta di Damasco, facilmente raggiungibile a piedi. A seconda del percorso richiesto dai passeggeri, quelli per Gerusalemme Ovest hanno la precedenza, il viaggio può durare da 40 minuti a un’ora.
Arrivare attraverso Amman, in Giordania
Se decidete di arrivare passando da Amman, in Giordania, verrete interrogati dalle autorità israeliane al vostro arrivo alla frontiera. Vi chiederanno perché state entrando in Israele attraverso la Giordania. Se vi recate in giornata dall’aeroporto Queen Alia di Amman al confine, vi chiederanno perché non avete preso un volo direttamente per Tel Aviv, visto che non trascorrete del tempo in Giordania.
Se vi viene negato l’ingresso attraverso la Giordania o l’Egitto, le autorità israeliane di frontiera vi respingeranno semplicemente in Giordania o in Egitto. Non verrete obbligati a salire su un aereo, ma vi troverete invece in Giordania o in Egitto, liberi di decidere i vostri prossimi passi. Sta a voi decidere in quale modo arrivare.
Se arrivate attraverso la Giordania, dovrete poi recarvi a uno dei tre valichi di frontiera con Israele:
1. Aqaba/Eilat: è il più distante e non è veramente consigliabile, a meno che vogliate visitare Aqaba o Eilat (sul lato israeliano). Questo valico di frontiera si trova a circa quattro ore di taxi o autobus da Amman e una volta giunti sul lato israeliano ci vogliono altre quattro ore e mezza per raggiungere Gerusalemme in autobus.

2. Ponte di Allenby: questo valico di frontiera è il più vicino all’aeroporto di Amman e a Gerusalemme, dall’altra parte della frontiera. Un taxi per il valico del Ponte di Allenby costa all’incirca 20 dinari giordani (circa $30). È qui che i palestinesi entrano ed escono dalla Giordania e in genere è affollato. Ha senso passare di qui se dite di voler visitare Gerusalemme. Una volta passata la frontiera, non dovreste avere problemi a trovare un mezzo di trasporto (taxi collettivo) per Gerusalemme. Se avete intenzione di utilizzare questo ponte per entrare e uscire dalla Palestina, informatevi sulla possibilità di ottenere un visto per ingressi multipli (multiple-entry visa) per la Giordania, all’aeroporto o addirittura prima di partire dal vostro paese. È importante perché il Ponte di Allenby non è un valico di frontiera ufficiale, quindi NON POTRETE ottenere un visto giordano al Ponte di Allenby quando vorrete ritornare in Giordania al termine del vostro viaggio. Se non avete un visto valido per la Giordania, non potete usare questo ponte per rientrarvi. Le altre possibilità consistono nell’andare all’Ambasciata giordana di Tel Aviv per ottenere un visto per la Giordania prima di lasciare la Palestina o nel rientrare in Giordania passando da uno degli altri due valichi di frontiera.

3. Il Ponte Sheikh Hussein a nord: (fate attenzione quando chiedete di questo ponte a un tassista di Amman: assicuratevi che gli sia chiaro che volete recarvi al Ponte SHEIKH Hussein e non al Ponte MALIK Hussein. MALIK Hussein è un altro nome per il Ponte di Allenby). In questo caso spenderete circa 35 dinari giordani ($50) dall’aeroporto al ponte. Quando avrete attraversato il confine, l’unica opzione pratica è quella di prendere un autobus per Gerusalemme (circa due ore di viaggio). Tuttavia in genere non consigliamo di usare gli autobus israeliani. L’altra possibilità consiste nel mettervi d’accordo con Hisham in modo che vi sia un taxi ad aspettarvi. Anche in questo caso spenderete circa $50-$60, ma scenderete esattamente dove volete arrivare. In genere questo valico di frontiera è meno affollato di quello di Allenby, ma è comunque più problematico semplicemente perché è più lontano da Gerusalemme. Si tratta di un valico di frontiera ufficiale quindi non è necessario essere già in possesso di un visto per rientrare in Giordania.

Il valico di Taba (Taba Crossing) attraverso l’Egitto: Taba è una città turistica egiziana situata nella Penisola del Sinai, a circa otto ore di autobus dal Cairo. Autobus abbastanza economici viaggiano varie volte al giorno dal Cairo a Taba. Consultate una guida per ulteriori dettagli. La situazione al valico di Taba è simile a quella di Aqaba e di Sheikh Hussein, con l’unica differenza che un gran numero di israeliani attraversano quotidianamente il valico di Taba per recarsi in vacanza nel Sinai. Da Taba, la città israeliana più vicina è Eilat, anch’essa a quattro ore e mezza di autobus di distanza da Gerusalemme.
In conclusione:
Nel complesso è più semplice volare direttamente a Tel Aviv. Il vantaggio principale di arrivare passando per la Giordania o l’Egitto sta nel fatto che, secondo alcuni, ai valichi di frontiera terrestri sono un po’ meno severi e che se vi impediscono l’ingresso, non venite imbarcati su un aereo e rispediti nel vostro paese d’origine e potete quindi rimanere nella regione. All’aeroporto sono abbastanza rigidi e sospettosi, anche se un certo numero di persone è fortunato e la maggior parte dei nostri attivisti riesce a entrare.
Chiunque, soprattutto se donna, arrivi da solo/a, di notte, può tranquillamente avvisare in anticipo e chiedere che qualcuno lo venga a prendere nel luogo dove si ferma il taxi per accompagnarlo/a all’ostello.
Una volta giunti a Gerusalemme ed entrati in contatto con l’ISM, organizzeremo la vostra partecipazione alla sessione di formazione successiva.
Costi
Oltre al costo del biglietto aereo, potete stimare una spesa di circa $100 – $150 per ogni settimana di permanenza in Palestina, compresi vitto, alloggio e spostamenti.
Altri costi
Acquisto di un telefonino: $50 – $100, meglio e alla fine più economico che il noleggio all’aeroporto (sconsigliato)
Tessere telefoniche: $30 alla settimana in media
Fare i bagagli
L’esperienza insegna che è meglio viaggiare leggeri. Consigliamo di usare uno zaino con telaio interno, ma di portarsi anche un bagaglio più piccolo per escursioni di un giorno. Scarpe/scarponcini robusti e un buon numero di calze sono la cosa migliore. Si consigliano un paio di ciabatte da usare nelle docce. Queste sono disponibili ovunque nel paese, quindi se volete potete comprarle in loco.
Chiediamo a tutti i nostri attivisti di rispettare la cultura nell’ambito della quale lavoriamo. Questo significa non indossare abiti succinti. Alle donne, consigliamo magliette con le maniche lunghe che non mostrino né il petto né la pancia. È meglio portare i pantaloni – le gonne corte non sono adatte e quelle lunghe vi faranno sembrare un’abitante degli insediamenti. Per gli uomini le t-shirt vanno bene (ma potete scegliere di essere solidali con le vostre colleghe donne e di portare quindi le braccia coperte anche voi). Non indossate pantaloncini corti. Se gli uomini portano dei piercing, devono aspettarsi di essere oggetto di molte attenzioni, soprattutto da parte dei bambini del luogo.
Se resterete un po’ qui, portatevi libri, strumenti musicali e dispositivi per ascoltare musica – qualsiasi cosa che serva a distrarvi la mente. È meglio non portarsi libri che permettano di identificarvi come persone chiaramente interessate all’occupazione.
Dove alloggerete
Gli attivisti internazionali staranno in città e paesi in Cisgiordania. I coordinatori locali organizzeranno le sistemazioni in abitazioni dell’ISM oppure con famiglie palestinesi. Si paga una tassa di soggiorno di 20 NIS per ogni notte trascorsa in un alloggio dell’ISM, in casa di una famiglia o in una struttura fornita dalla comunità. Vi preghiamo di tenerne conto nelle vostre previsioni di spesa. Questi soldi vengono impiegati direttamente per la gestione degli appartamenti, come contributo al sostentamento della famiglia o come donazione alla comunità che ospita i volontari.
I volontari che hanno intenzione di restare in Palestina a lavorare con l’ISM per più di due mesi (volontari a lungo termine), dovranno calcolare di pagare la tassa di soggiorno solo per i primi due mesi.
All’arrivo
All’arrivo a Tel Aviv o a Gerusalemme, siete pregati di contattare Hisham ai numeri 059 852 7853 oppure 054 285 8589, l’Ufficio Comunicazioni (Media Office) dell’ISM ai numeri 054 344 2512 (telefonino) / 02 241 0604 (telefono fisso) o il coordinatore internazionale (International Co-ordinator) ai numeri 054 881-0651/ 059 762-6821. Potete anche mandare una mail a palreports@gmail.com.
Registrazione
L’ISM non ha un processo formale di registrazione prima della formazione vera e propria in Palestina. Non avete quindi bisogno di “registrarvi” ufficialmente nel vostro paese d’origine o presso l’ISM Palestine prima del viaggio. Consigliamo tuttavia caldamente, prima di unirvi a noi in Palestina, di contattare uno dei nostri gruppi di appoggio internazionali (a destra), molti dei quali forniscono anche orientamento e formazione prima della partenza e possono rispondere alle vostre domande.
Questo è tutto. Scegliete l’opzione migliore per voi fino all’arrivo a Gerusalemme. Se avete delle domande, vi preghiamo di farcelo sapere.
Ci vediamo in Palestina!
Formazione (training)
A tutti le persone che vogliono fare volontariato con l’ISM viene richiesto di partecipare a un programma di formazione che dura due giorni. Imparerete delle cose sulla cultura e sulla storia palestinesi e verrete aggiornati sulla situazione del momento. Parleremo del lavoro che stiamo facendo attualmente e di come svolgiamo il nostro lavoro di comunicazione. Affronteremo anche argomenti legali, di sicurezza e incolumità rispetto all’esercito, alla polizia e ai tribunali israeliani.
Il training si svolge ogni mercoledì e ogni giovedì, se ci sono almeno tre partecipanti. Dovete confermare la vostra presenza e pagare l’importo completo entro mezzogiorno del martedì se volete partecipare agli incontri di formazione di quella settimana.
Il programma si basa sulle strategie e sulla filosofia della non-violenza, sulla presa di decisioni collettive e sulle attenzioni culturali per vivere e lavorare in Palestina, tutti argomenti che contribuiscono a preparare per le manifestazioni e le azioni a cui partecipa l’ISM contro l’occupazione israeliana.
Gli incontri di formazione si svolgono ogni mercoledì e ogni giovedì, sempre che ci siano abbastanza persone (almeno due o tre) per garantirne lo svolgimento. Dovreste cercare di arrivare la domenica o il lunedì precedente al training in modo da ottimizzare il tempo della vostra permanenza e non dover aspettare per la formazione. Se arrivate di martedì non avrete abbastanza tempo per farvi una bella notte di sonno e abituarvi alla differenza oraria prima dell’inizio del training.
Quando arrivate qui contattate Hisham che vi fornirà i dettagli riguardanti la formazione. Se chiamate dalla Palestina o da Israele il suo numero di telefono è 0542-858-589 oppure 0522-244-983.
Dall’estero il suo numero è +972-542-858-589 inizio_di_identificativo_skype_ +972-542-858-589 fine_di_identificativo_skype_ oppure +972-522-244-983.
Dovete recarvi da Hisham a Gerusalemme entro mezzogiorno di martedì e PAGARE L’INTERO IMPORTO se volete partecipare al training di quella settimana.
La formazione costa 180 shekels e include quattro pasti, la sistemazione per una notte, il trasporto a Ramallah e la formazione stessa. Se avanzasse del denaro, contribuirebbe a pagare le nostre spese di affitto, elettricità e acqua.
Se siete dei formatori di azione diretta non-violenta nel vostro paese e venite in Palestina per qualche mese, vi preghiamo di informarcene. Abbiamo sempre bisogno di nuovi formatori!!
In solidarietà,
ISM Training Committee (Comitato per il training dell’ISM)
La formazione coprirà le sezioni seguenti:
Speranze e paure
Discuteremo di quali sono le nostre speranze e le nostre paure rispetto al fatto di venire in Palestina e lavorare con l’ISM. Durante tutta la formazione cercheremo di trattare le paure di ognuno.
Cultura
La cultura palestinese è molto diversa dalle culture occidentali da cui provengono molti degli internazionali. In questa sezione parleremo di come gli internazionali possono rispettare la cultura locale. Faremo delle considerazioni culturali riguardo a questioni di genere, di alimentazione, di come salutare le persone e vivere/lavorare in paesi e città palestinesi.
Lo scenario della non-violenza
Useremo un ampio scenario per parlare di quello che le persone considerano azioni violente e non-violente e se queste azioni siano efficaci o meno nel contesto della resistenza palestinese. Discuteremo degli effetti a lungo termine delle nostre azioni sui palestinesi che vivono nella regione in cui lavoriamo.
Principi e strutture dell’ISM
Chiediamo a chiunque lavori con l’ISM di accettare i nostri tre principi: guida palestinese, non-violenza e lavoro di gruppo. Parleremo di cosa significhino questi tre principi e anche della struttura dell’ISM a livello centrale e a livello locale e dei gruppi di lavoro dell’ISM (legale, comunicazione, formazione, finanze, risoluzione dei problemi e coordinazione delle campagne) con volontari internazionali.
Presa di decisioni per consenso
L’ISM si impegna a lavorare secondo il metrodo di presa delle decisioni per consenso. Spiegheremo cos’è il metodo del consenso e come usarlo in modo efficace, forniremo alcune tecniche di facilitazione e parleremo di come le persone possono autofacilitarsi in incontri e simuleremo la presa veloce di decisioni durante le manifestazioni.
Molestie e attacchi di tipo sessuale
Le molestie e gli attacchi sessuali avvengono in tutto il mondo e possono succedere a chiunque. Sfortunatamente di recente abbiamo avuto notizia di molte molestie e attacchi sessuali specificatamente contro le donne in Cisgiordania. Abbiamo incluso questa sezione per affrontare il problema di come le donne possano evitare assalti o molestie sessuali, cosa fare se succede e come possiamo contribuire tutti insieme a porvi fine e a sostenere le persone alle quali è accaduto.
Aggiornamenti regionali
Forniremo aggiornamenti su tutte le regioni in cui lavora l’ISM, in modo tale che le persone possano decidere in quale regione vogliono stare mentre lavorano con l’ISM.
Rispondere alla violenza
Se partecipate a delle manifestazioni è molto probabile che vi troverete ad affrontare le armi dell’esercito israeliano, come per esempio i gas lacrimogeni, le granate assordanti, le pallottole di gomma e molto meno frequentemente proiettili. Discuteremo di come possiamo proteggerci in modo non violento da queste armi e anche dalla violenza in cui possiamo imbatterci da parte dei coloni.
Comunicazione
Questa sezione consta di due parti. La prima parte discuterà di comunicati stampa scritti, relazioni di testimoni oculari, diari e lettere ai giornali e di come usare la lingua e le parole in modo efficace. Nella seconda parte parleremo di come gestire interviste con mezzi di comunicazione favorevoli e ostili, di come parlare quando vengono concessi solo pochi secondi, e simuleremo interviste con i media.
Legale
Questa sezione tratterà dei diversi tipi di funzionari israeliani con poteri giudiziari (esercito, polizia, polizia di frontiera, servizi segreti) che potete incontrare e delle loro competenze, di cosa fare se veniste arrestati o trattenuti, di quali sono le opzioni legali a vostra disposizione in caso di arresto e del ritorno in Palestina in futuro. Faremo un simulazione per imparare quali sono i nostri diritti e come usarli in modo efficace.
Avere cura di se stessi e degli altri
Venire in Palestina può essere per molti una esperienza traumatica e per la maggioranza molto emotiva. Con il tipo giusto di attenzione per noi stessi possiamo tuttavia puntare a uscire da questa esperienza senza traumi e con nuova ispirazione. Questa sezione comprenderà i modi in cui possiamo prepararci emotivamente prima di venire in Palestina, cosa possiamo fare mentre siamo lì e quando torniamo a casa per prenderci cura di noi stessi e degli altri che lavorano per l’ISM. L’attenzione per sé stessi è un ambito che molte persone nella comunità degli attivisti in tutto il mondo hanno cominciato a esplorare con maggiore profondità per assicurarci molti altri anni gioiosi ed efficaci.

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