Gideon Levy : La scelta è nelle sue mani Presidente Reuven Rivlin

Gideon Levy • Haaretz • 9 agosto 2015
Reuven_Rivlin_2011

C’è una possibilità  che viva  a  Hanassi Street, Gerusalemme, la persona più importante per il futuro di Israele: un  Frederik Willem de Klerk israeliano. Naturalmente c’è anche il pericolo che quello che stiamo vedendo   sia un’altra illusione tipica israeliana  che non ci porterà da nessuna parte e semplicemente  darà agli  israeliani quello che amano  e vogliono: sentirsi bene con se stessi, senza muovere un dito.

La scelta è nelle sue mani. Presidente Reuven Rivlin 
Il suo primo anno da presidente è stato sensazionale  e alcune delle sue parole e azioni sono state rivoluzionarie. Un presidente che senza esitazione, senza  vergogna, si è assunto la responsabilità per i crimini di Israele, un Presidente  che tratta i palestinesi come popolo,  che è pieno di amore,  di umanità e  di sincera compassione e, soprattutto, dice quello che pensa:  questo è inaudito.
E, meraviglia delle meraviglie, la gente lo ama, ma sua prova  deve ancora  giungere.
La sua retorica è sorprendente, soprattutto  di fronte all’odio e al  razzismo. Ancora pochi anni e Rivlin e  gli  israeliani potrebbero rendersi conto che non sono  da soli e che i loro vicini sono persone, proprio come loro. Non c’è nulla di più rivoluzionario di questo, è la chiave di tutto.

Frederik de Klerk con Nelson Mandela al World Economic Forum di Davos, gennaio 1992
Frederik de Klerk con Nelson Mandela al World Economic Forum di Davos, gennaio 1992

Ma Rivlin  porta ancora il peso della sua ideologia. Se non riesce a risolvere questa contraddizione, le sue azioni non daranno frutti e lui  sarà  dimenticato come tutti i suoi predecessori.
Egli è un raggio di luce nel buio, ma  per diventare un capitolo nella storia del paese e non solo una nota in calce, deve scrollarsi di dosso il suo passato.
Israele non sarà mai morale fintanto che mantiene anche  solo un  privilegio per gli ebrei   negandoli ad altri residenti del Paese.
Rivlin   dice tutte  cose giuste sulla giustizia e l’uguaglianza, ma vuole mantenere lo status quo  come, per esempio, la Legge del Ritorno  valida solo per gli ebrei. Non c’è modo di conciliare l’uguaglianza con tale discriminazione profonda  Nessuna visita ai palestinesi feriti  è in grado di colmare questa lacuna. L’uguaglianza deve iniziare con l’uguaglianza nazionale.

A suo merito va l’aver  sempre capito che una soluzione a due Stati  non è  una soluzione.
«Non riesco a vedere come i palestinesi, per il quale nutro grande rispetto, sarebbero  d’accordo che noi  abbiamo Ben-Gurion International Airport, e F-15, F-16 e F-35  e loro si dovranno accontentare di  Dahaniyeh,” ha detto al quotidiano Yedioth Ahronoth  questa settimana
“Con  il nostro inesorabile, condiscendente approccio verso i palestinesi, pensiamo che si potrebbe accettare una soluzione a due  stati,   dove  uno stato ha  un potere onnipotente e l’altro non  ha nessuna  autonomia.”

Qui, però, il presidente si ferma, ma  non può fermarsi qui. Egli deve presentare la propria soluzione. La continuazione dell’occupazione, in qualsiasi forma,  fa crollare tutte le sue belle parole sulla giustizia.

Questa è la semplice verità: se non due  stati,  un singolo stato. E se un singolo stato, il  carattere e la forma di governo dovranno cambiare. Per  restare una democrazia, ci deve essere l’uguaglianza per tutti e l’alternativa alla democrazia è apartheid. Non c’è altro modo, signor Presidente  e non c’è spazio per l’inganno.  Il vostro coraggio è notevole , ma ciò  non cosstituisce  un cambiamento storico.

In altre parole, signor presidente, lei preferisce essere FW de Klerk o Shimon Peres? Come vuole  essere ricordato?

La traduzione è stata leggermente ritoccata ed è stata integrata con l’approfondimento su  FW de Klerk

Approfondimento proposto: https://it.wikipedia.org/wiki/Frederik_de_Klerk
De Klerk è meglio conosciuto per aver consentito la fine dell’apartheid, la politica di segregazione sudafricana, e per aver sostenuto la trasformazione del suo paese in una democrazia, avviando negoziati che si conclusero con la concessione del diritto di voto e di altri diritti fondamentali per tutti i cittadini del suo paese, inclusa la maggioranza nera. Durante la sua presidenza giocò un ruolo fondamentale nell’iniziare e guidare il processo di trasformazione che ha aiutato a risolvere centinaia di anni di conflitti fra le varie comunità razziali del paese ed a gettare le fondamenta per una pace definitiva fra queste comunità.

Per questi motivi gli fu assegnato, nel 1993, il Premio Nobel per la pace insieme a Nelson Mandela, l’altro grande protagonista dei negoziati. Dopo questi avvenimenti, durante la presidenza di Nelson Mandela dal 1994 al 1996, de Klerk è stato vicepresidente del Sudafrica, ritirandosi dalla politica l’anno seguente.
trad: http://frammentivocalimo.blogspot.it

Fonte – Gideon Levy : Does Israel’s president want to be FW de Klerk or Shimon Peres?

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