Bambina palestinese rischia 10 anni nelle prigioni israeliane

Charlotte Silver The Electronic Intifada 22 July 2015

Palestinian children protest in solidarity with a 14-year-old girl detained by Israel earlier this year. Ahmad Al-Bazz ActiveStills
Bambini palestinesi protestano in solidarietà con una ragazza di 14 anni, detenuta da Israele dall’inizio di quest’anno. Ahmad Al-Bazz Activestills

Amer Bajawi, 14, reclusa in una prigione militare israeliana da quasi due mesi in attesa del processo.

Il 23 maggio alle 10 di sera, Amer era nascosta in un albero di ulivo con un suo amico vicino a Yabad, suo villaggio natale nella Cisgiordania occupata, quando sono stati avvistati e immobilizzati dai soldati israeliani.

I due ragazzi sono stati immediatamente ammanettati e bendati con l’accusa di lanciare pietre contro auto guidate dai coloni israeliani mentre tornano a casa nel vicino  insediamento, questo secondo una dichiarazione del 1 ° giugno a cura del Defense for Children International – Palestine (DCI-Palestina).

Durante le prime sei ore di detenzione e gli interrogatori, ad Amer è stato negato l’uso di una toilette. Con i polsi ammanettati, è stata fatta sedere sul fondo di una jeep militare per essere portata in tre diversi centri di detenzione. Infine, è stata scaricata nella sezione giovanile del carcere di Megiddo, che si trova all’interno di  Israele.

Amer rimarrà a Megiddo fino alla udienza del 28 luglio. Ha già confessato di aver lanciato pietre.

In caso di condanna – c’è una grande possibilità – rischia fino a 10 anni dietro le sbarre.

I regolamenti del tribunale militare sullo stesso caso di Amer hanno subito riforme negli ultimi anni. Ma le riforme sono state così frammentate che difficilmente possono portare a un qualsiasi tipo di sospensione della pena.

Abuso “istituzionalizzato”
Le riforme sono state introdotte dopo che l’organizzazione delle Nazioni Unite per i bambini UNICEF ha pubblicato un rapporto nel 2013, affermando che Israele è l’unico paese che  giudica i giovani in tribunali militari che “per definizione, non assicurano le garanzie necessarie per garantire il rispetto dei loro diritti”.

La relazione conclude anche che l’abuso dei minori nel sistema di detenzione militare è “diffusa, sistematica e istituzionalizzata”.

La condanna dell’osservatorio sui diritti dei bambini ha spinto il governo israeliano ad un impegno di collaborazione con l’UNICEF per attuare immediatamente le riforme.

Dopo meno di un mese  dalla pubblicazione del  rapporto UNICEF, il periodo di tempo che un bambino potrebbe essere detenuto senza apparire davanti a un giudice è stato ridotto da quattro giorni a  24/48 ore, a seconda dell’età dei giovani. In due anni 10 nuovi regolamenti militari e regole sono state introdotte per tutelare presumibilmente i diritti dei prigionieri bambini.

Le riforme sono state fatte per le preoccupazioni espresse dai militari israeliani valutando il danno che il rapporto UNICEF avrebbe potuto creare all’immagine pubblica della sua occupazione della Cisgiordania.

Verso la fine del 2014 e a seguito di una di richiesta di libertà di informazioni, l’ Association for Civil Rights in Israel ha ottenuto la pubblicazione di un regolamento “debriefing paper” per comandanti e soldati, la preoccupazione reale è che i metodi utilizzati dai i militari su i minori in Cisgiordania “può arrecare un danno sulla legittimità di Israele e le sue azioni nella zona “.

Ma Gerard Horton, un avvocato di  Military Court Watch un gruppo che monitorizza il trattamento del regime di occupazione sui bambini, ha riferito a The Electronic Intifada che “vere [negli intenti] o no, le riforme sembrano essere state in gran parte inefficaci per arginare gli abusi.”

Nel febbraio di quest’anno, l’Unicef ​​ha verificato l’attuazione delle riforme e ha scoperto che il livello di miglioramento era minimo. Nel mese di aprile, Military Court Watch ha pubblicato la propria valutazione sulle riforme, concludendo che i progressi compiuti erano ancora poco significativi.

Anche DCI-Palestina (defense for children Palestine), nel frattempo, non ha osservato alcun miglioramento nel trattamento dei bambini.

Un nuovo rapporto di Human Rights Watch documenta come i soldati regolarmente violano le stesse leggi di Israele per la protezione dei bambini. La relazione rileva inoltre che le leggi di Israele restano insufficienti per garantire pienamente i diritti dei bambini in stato di detenzione.

Mai informati sui diritti
Tra le riforme presunti era prevista la cessazione degli arresti notturni, gli occhi bendati solo per casi eccezionali   e una notifica ai genitori con informazioni sui diritti e le procedure.

Inoltre, interrogatori dovrebbero essere registrati. Ma i reati di “sicurezza”, come il lancio di pietre, sono esenti da tale obbligo.

Secondo DCI-Palestina, Amer Bajawi non è mai stata informata sui suoi diritti, è stato negato l’accesso a un avvocato e i suoi genitori non hanno avuto notizie della figlia fino al giorno successivo.

Osservatori dei diritti umani hanno da tempo sottolineato che il regime militare israeliano che governa i palestinesi in Cisgiordania dal 1967 infligge ai bambini i suoi abusi più eclatanti.

Bambini palestinesi sono regolarmente sottoposti ad arresti notturni, interrogatori senza la presenza di un genitore o di consulente legale, perquisizioni e abusi fisici.

Nel mese di giugno, Ban Ki-moon, il segretario generale dell’Onu, ha pubblicato il suo rapporto annuale sui bambini nei conflitti armati. Esso afferma che, in media, 188 bambini palestinesi tra i 14 e i 17 anni sono detenuti ogni mese nelle carceri israeliane – un numero che costituisce uno dei più alti nei paesi presi in esame dal rapporto.

Nel rapporto è anche scritto che i bambini sono “sottoposti a maltrattamenti, come percosse,  colpiti con bastoni, tenuti con gli occhi bendati.”

All’inizio di quest’anno, l’Amministrazione Civile israeliana – il corpo dell’esercito che gestisce l’occupazione della Cisgiordania – ha emesso un ordine che prevede apparentemente l’applicazione del codice penale civile (e non quello militare) per i palestinesi.

Gli Ebrei israeliani che vivono in insediamenti in Cisgiordania sono sempre stati governato dalla legge civile israeliana.

Bashar Jamal di DCI-Palestina ha riferito a The Electronic Intifada che “Quando si tratta di palestinesi,   questi hanno meno diritti e possono essere interrogati durante la notte; questa procedura è diversa dal sistema civile applicato ai coloni israeliani.”

Mentre il codice doveva entrare in vigore il 1 ° giugno, i palestinesi, in teoria i più interessati, lo conoscono ancora molto poco. Il codice deve essere ancora tradotto in arabo e non sono ancora chiare quali modifiche  porterà.

Il trattamento di Amer Bajawi spiega perché i palestinesi hanno ragione a diffidare delle riforme israeliane.

Charlotte Silver è una giornalista che vive a San Francisco. Twitter:CharESilver

trad. Invictapalestina

fonte: https://electronicintifada.net/content/palestinian-child-faces-10-years-israeli-jail/14707

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