Israele ordina la demolizione della metà di un villaggio palestinese dopo il Ramadan

HEBRON (Ma’an)

Israeli watchdogs, Mercoledì (15 LUGLIO), ha riferito che le autorità israeliane hanno ordinato la demolizione delle case in un villaggio a sud di Hebron da svolgere dopo il Ramadan.

MaanImages/Charlie Hoyle, File
MaanImages/Charlie Hoyle, File

Rabbini per i Diritti Umani e B’Tselem, in una dichiarazione, hanno detto che la pressione dei coloni israeliani ha portato alla decisione di eseguire gli ordini di demolizione, nel villaggio di Khirbet Susiya dopo il Ramadan, anche se l’udienza dell’Alta Corte per quanto riguarda il caso è attualmente prevista per il 3 agosto.

L’Amministrazione Civile israeliana, l’esercito israeliano, e il coordinamento delle attività del governo nei Territori (COGAT) hanno annunciato l’ordine di demolizione per gli abitanti del villaggio in una riunione di Domenica.

Khirbet Susiya è stato sotto imminente minaccia di demolizione dal mese di maggio, quando l’Alta Corte israeliana ha approvato la demolizione delle case e tende degli abitanti del villaggio e l’eventuale trasferimento dei 300 residenti beduini nei villaggi circostanti.

Il caso giudiziario è in corso dal 2012,da quando ai residenti di Khirbet Susiya è iniziata l’applicazione da parte dell’amministrazione civile israeliana, di un piano di massima riguardante la parte settentrionale del paese.

Gli abitanti di Susiya hanno riferito che le case sono state costruite nel 1986 sui terreni agricoli di loro proprietà, dopo essere stati cacciati da Israele dalle loro precedenti abitazioni costruite su un terreno dichiarato come sito archeologico.

Gli abitanti del villaggio di Khirbet Susiya situato in Area C, un’area che copre il 60 per cento della Cisgiordania sotto il pieno controllo israeliano, devono richiedere i permessi di costruzione all’Amministrazione Civile Israeliana.

In pratica tra il 2000 e il 2012, solo poche domande fatte da palestinesi per la costruzione o l’ampliamento di strutture già esistenti sono state approvate, solo il sei per cento delle richieste di permesso di costruzione è stato concesso ai palestinesi da parte di Israele.

Impossibilitati ad ottenere il permesso “legale”, i palestinesi si trovano ad affrontare costruzioni illegali o a rinunciare.

Dal 1988 le forze israeliane hanno emesso più del doppio della quantità di ordini di demolizione per i palestinesi in area C rispetto a quelli emessi per gli insediamenti illegali israeliani nella zona.

Come riportato da B’Tselem, i coloni israeliani che, in base alle leggi internazionali, vivono illegalmente nella zona, già controllano oltre 300 ettari del territorio di Khirbet Susiya.
Rabbini per i Diritti Umani sostengono che la nuova minaccia è una forma di coercizione che mira ad espellere i residenti dalla zona già prima dell’udienza in tribunale.

Jihad al-Nawajaa, il capo del consiglio del villaggio di Susiya, ha detto che ai residenti è stato comunicato che saranno evacuati con il pretesto che il paese manca di infrastrutture sufficienti per vivere.

Nel frattempo, il governo israeliano fornisce i servizi necessari per la vicina colonia israeliana di Susiya.

Secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA),l’anno scorso Israele ha demolito 590 strutture di proprietà palestinese in Cisgiordania e Gerusalemme Est, spostando 1.177 persone.

L’imminente demolizione di Khirbet Susiya arriva mentre un membri del governo di destra di Israele stanno facendo pressione per l’attuazione di un piano per spostare forzatamente decine di migliaia di beduini palestinesi.

Approvato senza alcuna consultazione con la comunità beduina, il piano prevede lo sfratto di circa 40.000 beduini dai loro villaggi per costringerli a vivere in zone concentrate che i critici chiamano “riserve”.

Israele attualmente si rifiuta di riconoscere 35 villaggi beduini del Negev, che ospitano complessivamente circa 90.000 persone.

Trad. Invictapalestina

fonte: http://www.maannews.com/Content.aspx?id=766507

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